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Domenica 04 Dicembre 2016

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CREMONA

Questore in pensione a settembre, Rossetto: 'Lascio una città sicura'

Il bilancio di due anni di attività caratterizzati anche da diverse emergenze: 'Le abbiamo gestite bene, in altre città la situazione è diversa'

Questore in pensione a settembre, Rossetto: 'Lascio una città sicura'

Il ricevimento offerto dal questore Vincenzo Rossetto

CREMONA - Da due anni a Cremona, il primo settembre il questore Vincenzo Rossetto lascerà la città e la divisa per raggiunti limiti di età. In questa intervista, Rossetto traccia il bilancio della sua permanenza in città.

Signor questore, il suo bilancio.«Un bilancio straordinariamente positivo. Per quanto riguarda i reati predatori, abbiamo registrato un sensibile calo tra il secondo semestre del 2013 e il primo semestre del 2014 raffrontato con il secondo semestre del 2014 e il primo del 2015. Questa è una nota positiva».

Avete dovuto gestire diverse emergenze. Penso alla manifestazione nazionale antifascista del 24 gennaio scorso organizzata in risposta alla rissa scoppiata nei pressi dello stadio il 18 gennaio precedente tra alcuni autonomi ed esponenti di CasaPound. «Una vera emergenza, perché è stata una manifestazione che poteva finire molto male come è accaduto in altre città».

Come Roma e Milano. «Sì. Qui, soprattutto in un contesto come questo, dove non si è abituati a gestire una manifestazione di questo tipo, lo considero un successo averla portata a termine senza feriti, senza danni al patrimonio artistico della città».

Ci sono stati danni alle banche e alla sede del comando dei vigili. «Quelli alle banche purtroppo li avevamo messi in preventivo, anche perché erano frustrati dal fatto che non avevano raggiunto CasaPound, che non erano riusciti ad entrare in contatto con le forze dell’ordine e allora se la sono presa con alcuni istituti di credito. Poi, è stata soprattutto importante la risposta che abbiamo dato sul piano investigativo».

Si riferisce agli arresti. «Sì. Per quanto riguarda l’episodio dello stadio, è stato chiarito proprio nei dettagli grazie alle testimonianze e ai mezzi tecnologici. Per quanto riguarda la manifestazione del 24 gennaio, altrettanto: abbiamo individuato quasi tutti i responsabili dei danneggiamenti. E l’autorità giudiziaria, con la quale abbiamo sempre lavorato serenamente, ci ha supportato molto in queste indagini che avevano un diretto riflesso sull’ordine pubblico. I magistrati hanno considerato questo un problema molto importante e hanno capito che bisognava dare una risposta pronta ed efficace».

L’indagine è finita? «No».

Emergenza profughi. «L’emergenza immigrazione resta. Purtroppo non colpisce solo le nostre città, ma tutto il territorio nazionale ed è una emergenza della quale non ci sono delle prospettive concrete che possa giungere alla fine in tempi brevi, per cui stiamo lavorando veramente alla giornata. E’ una cosa che ci ha impegnato e ci sta impegnando moltissimo».

E le risorse sono quelle che sono. «Le risorse sono sempre quelle. Non abbiamo avuto aumenti di organico dovuti a questa emergenza. Si pensi il fatto solo di fotosegnalare queste persone, di disbrigo di tutte le pratiche connesse alla richiesta di asilo, il fotosegnalamento della polizia scientifica, andarli a prendere al centro di smistamento di Bresso, portarli in questura. Insomma, il capo della polizia ne è ben consapevole, perché ha fatto i complimenti non solo a me, ma anche agli altri questori impegnato in prima linea su questo problema».

Impegnati giorno e notte. «Questa cosa ha modificato un po’ l’organizzazione della questura, perché se i profughi arrivano a mezzanotte, bisogna andarli a prendere a mezzanotte».

Terrorismo islamico. A gennaio è stato espulso un presunto terrorista residente nella nostra provincia. «A Cremona in passato è stata fatta un’operazione importante».

L’arresto dei componenti della cellula terroristica islamica poi condannati in via definitiva. «I parenti sono ancora qui, quindi l’attenzione è massima. Non abbiamo in questo momento elementi che quelle persone si stiano riorganizzando, però facciamo sempre grandissima attenzione. La Digos non trascura nulla».

L’Italia è a un paese a rischio terrorismo? «Credo che tutto l’Occidente lo sia. Non possiamo escludere che facciano un attentato, così come lo hanno fatto in Francia, perché, al di là delle strategie che questi gruppi terroristici possano perseguire, ci sono anche soggetti isolati, chiamiamoli pazzi, cani sciolti, e purtroppo contro il terrorismo adottare delle misure di prevenzione è sempre molto problematico, perché se uno si fa esplodere in una chiesa, in una stazione o in un aeroporto. Nelle stazioni c’è un controllo capillare. Ma come tutti i Paesi dell’Occidente, non possiamo ritenerci esenti da rischi».

Ai cittadini si chiede sempre collaborazione. I cremonesi hanno collaborato? «Il cittadino cremonese è, come i cittadini dell’area del Nord, collaborativo e nello stesso tempo esigente, giustamente esigente. E’ un cittadino che ha manifestato sempre nei nostri confronti grande apprezzamento e grandi attestazioni di stima. Ho ricevuto diverse mail durante i periodi più difficili».

Si riferisce alla manifestazione del 24 gennaio? «Sì. I cittadini hanno capito la strategia, hanno capito che è stato un avvenimento assolutamente eccezionale».

Cremona è una città sicura? « Assolutamente, se poi la raffrontiamo con altre città del Nord. L’altro giorno sono andato a Padova, dove la situazione è un po’ diversa. Nelle due ore in cui sono stato là, ho avuto 12, dico 12, perché li ho contati, questuanti che sono venuti a chiedermi l’elemosina. Cremona è ancora una città vivibile, accogliente dove il traffico non esiste. Insomma, è una città nella quale si sta bene. Se io non avessi tutti i miei affetti e le mie cose in Veneto, verrei a vivere qui, senza dubbio».

Dal primo settembre in pensione. «Non andrò tutti i giorni a fare la spesa e a provvedere alle esigenze familiari.»

Cosa farà? «Ho intenzione di dedicarmi allo sport. Ho avuto un passato sportivo da dilettante: tennis, calcio («tifoso milanista»), ora il nuoto. Ho avuto contatti con persone che mi hanno proposto un’attività di dirigente nella Federcalcio. Però è ancora un po’ prematuro, perché fino al primo settembre sono ancora il questore di Cremona».

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Il ricevimento con amici e colleghi. Il grazie agli amici e ai colleghi arrivati da Padova, «dai quali ho imparato molto». L’abbraccio al questore di Milano, Luigi Savina, «con il quale ho contratto un debito di riconoscenza, che probabilmente non riuscirò ad onorare: ho cercato di imparare a fare il questore con generosità nell’assumersi le proprie responsabilità, l’esporsi per i propri uomini e premiare i meritevoli». Il grazie al capo della Digos di Milano, Claudio Ciccimarra, per il «servizio impeccabile, studiato a tavolino in occasione della manifestazione del 24 gennaio». Il grazie a tutti i ‘suoi’ uomini e al personale civile, una «grande squadra». Nel giorno del suo commiato, il questore Vincenzo Rossetto ha riunito amici e colleghi. E li ha ringraziati tutti. Un grazie particolare lo ha rivolto al questore vicario Gerardo Acquaviva: «Calcisticamente parlando, se io sono l’allenatore, Acquaviva è l’indiscusso capitano della squadra». E uno al prefetto, Paola Picciafuochi, «artefice principale dell’armonia, dell’accordo e della sintonia perfetta tra le forze dell’ordine». Un grazie «ai due sindaci con cui ha lavorato, Perri («un amico») e il professor Galimberti, molto diversi per estrazione politica, temperamento, età, ma che in comune hanno due cose fondamentali: un impegno instancabile per la loro città ed entrambi sono estremamente intelligenti».
«Quello del poliziotto è un lavoro di sacrificio, impegnativo, ma appassionante, un lavoro che prende, perché ti dà la possibilità di essere vicino alla gente, di essere utile al la gente, aiutarla. Ciò mi ha sempre caricato e spinto, questa è l’essenza. Ci sono momenti difficili, di grande impegno, ma che ti ripagano. E se non hai la fortuna di avere una moglie come la mia», ha detto il questore, la voce rotta dalla commozione, guardando la moglie Patrizia, lei medico pediatra.
«Vado via con tristezza — ha proseguito il questore — .L’altra sera, mentre facevo i pacchi, ho pensato ai momenti che ho avuto in polizia. Il momento più bello della mia carriera è stato quando dal questore di Padova ho ricevuto la notizia che ero stato nominato questore. Un momento che ricorderò sempre, non solo perché il signor questore era più felice di me, ma anche perché i miei colleghi mi hanno manifestato una vicinanza, una stima e una simpatia che non dimenticherò mai».

Leggi di più su La Provincia di mercoledì 26 agosto 2015

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

25 Agosto 2015

Commenti all'articolo

  • Andrea

    2015/08/25 - 23:11

    Ecco bravo, vada a fare un po' di ginnastica che forse le riuscirà meglio....come questore lasciamo perdere ogni giudizio.

    Rispondi

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