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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Omicidio di Brescia, arma rubata nel Cremonese

Secondo le indagini il fucile utilizzato per uccidere i due pizzaioli risulta sottratta nel 2011 nel nostro territorio

Un'auto della polizia

Un'auto della polizia

BRESCIA - Porta nel nostro territorio l'inchiesta sui due pizzaioli, marito e moglie, uccisi nei giorni scorsi. Gli inquirenti stanno lavorando sull’arma, il fucile da caccia a canne mozze che il pakistano dice di aver acquistato. L’arma, in base ai primi accertamenti risulta rubata nel Cremonese nel 2011. Ma chi l’ha venduta al pakistano? Sul fucile la procura ha disposto una perizia per stabilire se l’arma fatta ritrovare dal pakistano in un fossato in via Roncadelle sia effettivamente quella che ha fatto fuoco contro Frank e la moglie Vanna. Accertamenti anche sul motorino che i due domenica stavano cercando di far sparire a pezzi, depositando alcuni rottami in un campo, a poca distanza dall’appartamento di via Garibaldi 48 a Casazza, dove Singh si era rifugiato da un mesetto e dove è stato raggiunto nelle prime ore del giorno festivo dal complice pakistano. Il Kymco, che il pachistano ha dichiarato di aver acquistato pochi giorni fa in una concessionaria di Cremona, è stato usato per raggiungere il luogo del delitto e anche per la fuga, fino al parcheggio nelle vicinanze di Roncadelle dove è stato abbandonato per due giorni per essere poi portato a Casazza e smontato in attesa di eliminarlo. Indagini serrate della Guardia di Finanza anche sul mondo economico dell’attività di Frank, oltre che sul locale «Dolce & salato» del pakistano a pochi metri di distanza da quello della vittima. Accertamenti oltre che sul «tesoretto» anche sui conti, ma le risposte dalla banche non sono ancora arrivate.

20 Agosto 2015

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