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PIZZIGHETTONE

Si rovescia con la canoa e annega: muore uno scout di 18 anni

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Si rovescia con la canoa e annega: muore uno scout di 19 anni

Soccorritori lungo le sponde dell'Adda a Pizzighettone

PIZZIGHETTONE - Sebastiano Chia, uno scout di 18 anni (ne avrebbe compiuti 19 tra una settimana) è rimasto vittima di un incidente in canoa nella mattinata di giovedì 13 agosto, intorno alle 11.

Il giovane, residente a Cassano, in provincia di Bergamo, stava scendendo l'Adda insieme ad altri otto compagni. L'intento era quello di arrivare a Cremona come meta finale.

Non si è reso conto di trovarsi in una zona con la corrente molto forte per la presenza delle chiuse ed è stato risucchiato proprio nel tratto di fiume in cui si trova il salto della centrale idroelettrica. Sebastiano, è andato in avanscoperta e, all'improvviso, la corrente lo ha trascinato contro una chiusa. La canoa è rimasta impigliata, si è girata e il 18enne è rimasto sotto. Il ragazzo - canoista esperto ed ottimo nuotatore - vestiva il giubbotto salvagente, ma non c'è stato nulla da fare. Il capo scout si è tuffato per nel soccorrerlo, ma la corrente del fiume ha avuto la meglio.

Sul posto i carabinieri e i vigili del fuoco di Cremona, oltre al personale del 118 (Croce Rossa di Codogno) che non ha potuto fare altro che constatare il decesso del 18enne. Le operazioni di recupero del corpo sono proseguite per oltre un'ora, seguite con sconcerto e disperazione anche dai compagni del giovane che si trovavano con lui lungo il fiume.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

13 Agosto 2015

Commenti all'articolo

  • Daniele

    2015/08/13 - 14:02

    Lo scivolo per passare la cascata esisteva, in sponda sinistra (lato Pizzighettone) e molto probabilmente i ragazzi lo sapevano. Attualmente però in quel punto c'è il cantiere per una nuova centrale idroelettrica. La centrale esistente non è assolutamente segnalata via fiume. Non ci sono cartelli di pericolo, niente. Una volta imboccato il canale di cemento che porta alla turbina, non c'è via di scampo. Anni fa sulle sponde del canale c'erano delle reti di corda a maglia larga, proprio per consentire l'uscita dall'acqua in caso di incidente. Ora non c'è più nulla. Nemmeno la prima griglia all'ingresso del canale, dove la corrente è ancora debole ed è possibile fermarsi. E' una trappola mortale quello schifo di centrale. Non è giusto che abbia dovuto pagare un ragazzo di 19 anni, con la sua vita. Spero tanto che i veri responsabili vengano individuati e la paghino; e non che il tutto si risolva, come al solito, come un "incidente"

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