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PAURA IN VERSILIA

Cremonesi in fuga tra gli spari

La testimonianza del conflitto a fuoco a Lido di Camaiore di un'insegnante, della madre e di una amica: "Come in un film western"

Cremona

La polizia tra i turisti a Lido di Camaiore

CREMONA - In fuga tra gli spari: c’erano anche tre turiste cremonesi — l’insegnante Marialuisa D’Attolico, la madre Piera Signorini e l’amica Oriana Gradaschi — fra i bagnanti testimoni del conflitto a fuoco tra la polizia e tre rapinatori, uno arrestato e gli altri due ricercati, sabato mattina a Lido di Camaiore. Il racconto di D’Attolico: «Era una giornata come tutte le altre — rivive quei momenti di panico la docente dell’istituto Stanga — quando all’improvviso ci è sembrato di stare dentro un film western. Noi eravamo in spiaggia, al Bagno Sole. E’ incominciato a piovere e allora abbiamo lasciato i lettini e abbiamo raggiunto il bar dello stabilimento per un caffè. Poi, in attesa di rientrare in albergo, ci siamo sedute all’ingresso del bagno, sul lungomare». E lì, poco prima di mezzogiorno, è cominciato il terrore: «Abbiamo sentito distintamente le esplosioni — torna a quei momenti di paura D’Attolico — ma in un primi momento abbiamo pensato a petardi. Dopo qualche attimo, però, è arrivato un signore e ci ha avvisate che stavano sparando. Sulla passeggiata, a pochi metri. Siamo corse via, in cerca di un luogo sicuro per ripararci. Nelle vicinanze c’erano i bagni e ci siamo barricate lì, tutte e tre: io, mamma e la mia amica di Vescovato. I bambini piangevano e la gente urlava. Poi è stato il ‘fuggi-fuggi’ generale, si sentivano le sirene delle forze dell’ordine. E in quel momento abbiamo avuto paura vera». Nel giro di due, tre minuti, il silenzio: «E’ stato come un cessato allarme — ricorda ancora D’Attolico —. Siamo uscite e intorno ognuno aveva la sua versione: chi parlava di una rapina, chi di colpi a salve, chi di Isis. Rapidamente la passeggiata si è riempita di poliziotti e carabinieri. Sono arrivate anche le ambulanze. Piano piano è emersa la verità». Vale a dire quella che racconta, stando anche agli sviluppi delle indagini che confermano la prima ricostruzione, di tre ladri, uno con parrucca, sorpresi mentre tentavano un furto in una villetta di Camaiore. Poi di una fuga e di un inseguimento. E del conflitto a fuoco della paura.

02 Agosto 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/08/04 - 06:06

    Sarà sempre peggio grazie alle leggi ridicole e buffoniche che abbiamo in Italia

    Rispondi

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