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Venerdì 09 Dicembre 2016

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SORESINA-MOSCONA

Trincea e massi anti nomadi

Intesa fra Comune e proprietari dei fondi vicini all'area pubblica dopo settimane di accampamenti abusivi

Soresina

I massi che impediscono l'accesso all'area

SORESINA — Dopo settimane di accampamenti abusivi, un decina di ordinanze di sgombero e molte lamentele, l’area sulla strada per la frazione Moscona è stata chiusa. Da allora non sono più stati segnalati nomadi accampati nello spiazzo che, oltre a non essere attrezzato per la sosta dei caravan, è anche zona di cantiere. La soluzione è stata trovata in accordo tra il Comune e i privati proprietari dei terreni che confinano con l’area in questione. Il problema era proprio agire cercando però di conciliare le esigenze degli agricoltori e la necessità di chiudere. Sono stati quindi posizionati dei massi per bloccare la strada d’accesso allo spiazzo ed è stata creata una sorta di trincea — il tutto a cura e spese di un proprietario di fondi — per evitare che i caravan riuscissero comunque ad entrare passando dall’area verde. A quanto pare la soluzione funziona, dal momento che ormai da settimane di roulotte non si vede neanche l’ombra. Un problema sollevato più volte dall’opposizione anche durante i consigli comunali. Per mesi, infatti, dei gruppi nomadi, a quanto pare sia stranieri che italiani, si sono accampati in questa area, come si diceva non attrezzata e oltretutto zona di cantiere: lo spiazzo infatti, che presenta anche un’area verde e un tratto di ciclabile,è stato realizzato negli anni scorsi con gli oneri di urbanizzazione dell’insediamento residenziale Ca’ Bianca, alle porte di Moscona. Entrambe le opere sono rimaste incomplete a causa del fallimento della ditta. Quando un gruppo si accampava, l’amministrazione comunale prontamente interveniva firmando l’ordinanza di sgombero ma il problema si ripresentava puntualmente dopo qualche giorno, quando lo stesso, oppure un altro gruppo di nomadi tornava ad occupare il sito. Episodi,dunque, non isolati ma regolari. Oltre al problema dell’occupazione, di fatto abusiva, c’era anche la questione sicurezza a preoccupare: i bambini infatti correvano e giocavano vicino e in mezzo alla strada. Inoltre molta sporcizia restava regolarmente dopo ogni sgombero. Questo richiedeva costi in più per la pulizia che ormai doveva essere effettuata una volta a settimana vista la regolarità degli insediamenti.

01 Agosto 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/08/04 - 06:06

    Solo in Italia succede questo. Le case sembrano prigioni con quelle inferiate e le piazzole di sosta sono piene di zingari. Secondo voi è un mondo vivibile per una persona onesta?

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