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Venerdì 09 Dicembre 2016

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GRANDI OPERE

Sovrappasso di San Felice
Tutto pronto per l'apertura

Il 'via libera' dopo l'ultimo sopralluogo di assessore e tecnici. Sicurezza e attraversamenti ok: taglio del nastro entro il 31 luglio. Ma i residenti restano contrari

Sovrappasso di San Felice
Tutto pronto per l'apertura

Il sovrappasso di San Felice pronto per essere inaugurato

CREMONA - Quello che i residenti di San Felice hanno curiosamente definito il ‘Pordoi’, ossia il tanto contestato sovrappasso, è pronto e verrà aperto, con una sobria cerimonia di inaugurazione, entro venerdì 31 luglio. Ma visto che la ‘pratica’ verrà portata dall’assessore Alessia Manfredini nella giunta di dopodomani, non è escluso che già giovedì si possa circolare. Giusto il tempo perché il dirigente dei lavori pubblici, Marco Pagliarini, elabori le necessarie ordinanze. Assessore e dirigente hanno fatto l’ultimo sopralluogo il 14 luglio scorso e quanto mancava, in termini di sicurezza e segnaletica, è stata sistemato. Compresa la pista ciclabile che affianca la carreggiata stradale, separata da una barriera metallica e con una larghezza di due metri e mezzo. Pista ciclabile che si collegherà con quella in fase di realizzazione di una lottizzazione privata di San Felice e che continuerà, in questo modo, con quella della Postumia. Il tema delle piste ciclabili è molto caro all’attuale amministrazione comunale, che ne sta realizzando in diverse parti della città. Tornando al sovrappasso di San Felice, va precisato che la carreggiata è costituita da una parte pavimentata larga otto metri e mezzo (due banchine laterali da un metro e due corsie, una per senso di marcia, da 3,25 metri ciascuna). Nelle scorse settimane è stata allargata la sezione della via Postumia che agevola l’accesso per i veicoli che da Cremona devono svoltare per San Felice e per quelli che da San Felice svoltano in direzione opposta, verso Malagnino. Adesso, con l’imminente apertura del sovrappasso di San Felice, si conclude il ‘trittico’ iniziato dalle precedenti amministrazioni e che comprende il sottopasso di via Persico, da mesi agibile anche con qualche recente interruzione per lavori di manutenzione, ed il sottopasso di via Brescia, dove per ora transitato biciclette e pedoni in attesa della decisione sul senso di marcia delle auto, che verrà presa, come annunciato, dalla giunta nel mese di settembre. Grandi opere.

Ma non si spengono le polemiche, sul mai ‘amato’ sovrappasso. Ormai alla vigilia dell’inaugurazione, torna infatti a prendere posizione, certamente non di gradimento, il direttivo del comitato di quartiere 14, il gruppo che rappresenta i residenti di San Felice e di San Savino.
Nota dura. Scritta: «Purtroppo ci si trova nuovamente nella spiacevole condizione di doverci rivolgere alla stampa per tentare di ottenere qualche risposta dagli organi comunali in ordine alla fruibilità del nuovo cavalcavia di San Felice — è l’attacco di una lettera che, già nel sui incipit, sottolinea una intuibile difficoltà di confronto —. Non volendoci nuovamente soffermare sulla totale inutilità dell’opera o sull’evidente sfregio ambientale che la stessa comporta, rimarchiamo come fosse stato più volte promesso che la chiusura di via San Felice, e perciò l’impossibilità di accedere a via Postumia, non sarebbe durata più di un mese e comunque non oltre maggio. Alle soglie di agosto ci siamo permessi di domandare all’assessore competente quali fossero i programmi del Comune in ordine alla riapertura della strada, circostanza che avrebbe finalmente permesso di spezzare lo stato d’assedio in cui versa il quartiere, sostanzialmente isolato dal resto della città, con evidenti difficoltà per i residenti e per le attività commerciali. La risposta, tutt’altro che immediata visti gli importanti impegni che coinvolgono i nostri amministratori ad ogni ora del giorno, ha evidenziato come ogni questione inerente alla mancata riapertura fosse da girare al dirigente tecnico, non avendone l’assessore alcuna conoscenza. Oltremodo curiosa però la replica di quest’ultimo, il quale testualmente ci ha risposto che ‘non è ancora stata data un’indicazione politica in merito alla data di apertura’». Ora c’è.
Ma non basta a spegnere le rivendicazioni di un comitato che, presieduto da Giorgio Beccari, tiene nel mirino Alessia Manfredini e il dirigente Marco Pagliarini: «In sintesi — va avanti nel suo attacco nero su bianco il direttivo — l’organo politico non può conoscere le questioni tecniche relative alla riapertura di via San Felice (e contestuale apertura del cavalcavia) che sono di competenza del dirigente tecnico, il quale però non può rispondere in quanto non vi sono indicazioni politiche in merito».
Conclusione, allargando il raggio delle considerazioni, con riapertura di un secondo fronte di attrito, anche questo non nuovo: i rapporti tra comitati e amministrazione. «Il comitato di quartiere in tutta questa vicenda non è stato minimamente coinvolto e ciò rafforza ancora una volta l’idea che i comitati siano in effetti inutili oltreché immeritevoli di essere informati in ordine ad ogni questione inerente il quartiere di cui sono espressione».
E però venerdì, stando a quanto si è appreso, è convocato un incontro: considerato l’imminente taglio del nastro, sarà quello del chiarimento o, invece, dello scontro totale?

27 Luglio 2015

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