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SORESINA

Vita in stazione, ora c'è la casa

Grazie a un benefattore, dopo settimane trascorse in sala d'aspetto una famiglia trova alloggio a Genivolta

Vita in stazione, ora c'è la casa

La sala d'aspetto della stazione di Soresina

SORESINA — Dalla stazione della cittadina a Genivolta. E’ stata trovata una soluzione per la famiglia che da settimane occupava la sala d’attesa della stazione. Grazie all’aiuto di un soresinese, madre, padre e i due figli, entrambi maggiorenni, sono ora sistemati in un appartamento a Genivolta. Una soluzione temporanea che ha risolto però il problema più urgente, ovvero dare loro almeno un tetto sotto il quale vivere. Resta però la questione lavoro. Al momento non hanno richiesto aiuti al Comune e il soresinese grazie al quale sono riusciti ad avere la casa (che preferisce restare anonimo) provvede al pagamento dell’affitto. Per tutto il resto ricevono qualche sostegno, anche se sporadico, da privati volontari che si sono presi a cuore la situazione, aiuti anche per la ricerca di un lavoro. Dal 2 di aprile occupavano, come si diceva, la sala d’aspetto della stazione ferroviaria, alternando questo spazio a quello delle ex porcilaie di Latteria Soresina. La notizia è stata sulla bocca di tutti per mesi, e tantissime sono state le segnalazioni, soprattutto da parte dei pendolari che ogni mattina vedevano la famiglia dormire nei sacchi a pelo sulle panchine, divise dalle rotaie da pochi metri e una porta in vetro. Una storia che dura però da tanto tempo, proprio per questo è stato difficile trovare una soluzione: a causa dei precedenti, infatti, l’amministrazione comunale aveva le mani legate dal punto di vista legale e non ha potuto assegnargli una casa popolare. Il problema era l’elevata morosità a loro carico, motivo per il quale la famiglia è stata sfrattata nel 2011 dalle case popolari dell’Aler. Dalla relazione dei servizi sociali, inoltre, la famiglia risulta essere stata beneficiaria di aiuti da parte del Comune per 18 anni, dal 1993 al 2011, anno dello sfratto da parte dell’Aler. La famiglia si è quindi spostata ad Annicco, dove avrebbe occupato abusivamente un’abitazione, per poi spostarsi a Genivolta, ospiti di una famiglia. Lo scorso 2 aprile, il ritorno a Soresina. «In tutto questo tempo (dal 1993 al 2011) — aveva spiegato a suo tempo il sindaco Diego Vairani — sono stati sostenuti in tutti modi, a partire dalla casa popolare, dalle bollette, dalla mensa scolastica dei ragazzi. Sono stati aiutati anche a cercare lavoro: è stata proposta un’occupazione alla madre e alla figlia più grande (che ora vive in un’altra città, ndr)». Intanto, alcuni volontari stanno reperendo una cucina, mentre la San Vincenzo di Soresina si attiverà per i pasti.

25 Luglio 2015

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