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Sabato 03 Dicembre 2016

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CASTELLEONE

Alla Sorini arriva un nuovo socio

Ma ci sono 44 esuberi ed è stato chiesto il concordato preventivo

Alla Sorini arriva un nuovo socio

CASTELLEONE — Quarantaquattro esuberi, ingresso di un nuovo partner, e ritorno al concordato preventivo. La Sorini cambia rotta: due mesi fa i vertici dello stabilimento dolciario castelleonese avevano imboccato la direzione opposta per risanare l’azienda, puntando verso la ristrutturazione del debito. Poi tra maggio e giugno le strategie sono cambiate, anche perché si è materializzato il tanto agognato avvento di un soggetto esterno disposto a offrire liquidità. Si tratta di ‘Europa Investimenti’, società milanese specializzata nei salvataggi di marchi storici, che insieme all’attuale dirigenza darebbe vita, verosimilmente nella primavera 2016, a una ‘nuova Sorini’. Il polo produttivo castelleonese rimarrebbe dunque vivo e attivo anche in futuro ma, e qui arriva il rovescio della medaglia, la forza-lavoro verrebbe quasi dimezzata. «Stando a quanto ci è stato prospettato nell’incontro di due giorni fa — spiega Alessandro Cerioli (Fai Cisl) — sessanta degli attuali 104 lavoratori verrebbero assunti dalla nuova società. Dei 44 esuberi calcolati dall’azienda, numero che noi contestiamo e puntiamo a ridurre, 33 potranno ambire a una ricollocazione o a un contratto da stagionale, mentre 11 sarebbero irrecuperabili».
Queste le cifre contenute nel piano proposto dai dirigenti. Con i sindacati, però, la ‘battaglia’ comincia adesso: «E’ chiaro ed evidente — prosegue Cerioli — che in sede di trattativa chiederemo di rivedere alcuni aspetti, perché rispetto all’attuale mole di lavoro 44 esuberi appaiono decisamente troppi. La Sorini, infatti, in questo momento sta lavorando a pieno regime, con oltre cento lavoratori regolarmente impiegati. Il mantenimento della sede a Castelleone è un risultato importante, e tutt’altro che scontato, ma dev’essere considerato un punto di partenza, non d’arrivo».
Martedì all’interno dello stabilimento si è tenuta la prima assemblea sindacale e le maestranze sono state informate del nuovo colpo di scena, ma l’operazione di salvataggio dell’azienda è soltanto all’inizio. «La richiesta di concordato preventivo — spiega Maurizio Bertolaso (Flai Cgil) — è stata depositata in Tribunale due giorni fa. Ora tocca al giudice stabilire se ammetterla o meno, e nel caso decidesse di farlo a quel punto spetterà ai creditori esprimersi sul piano di rientro. Il vero parere vincolante è il loro, e in ogni caso, stando a quanto abbiamo appreso, non verrà formulato prima del 2016»
Nel frattempo, da qui a dicembre, la trattativa tra sindacati e proprietà cercherà di rendere più morbide e indolori possibile le fuoriuscite di personale. Una delle soluzioni ipotizzate è la mobilità volontaria con incentivo.

23 Luglio 2015

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