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COSTA SANT'ABRAMO

Padre e figlio in mano ai banditi

Capitati per caso davanti al deposito degli ex Monopoli di Costa Sant’Abramo mentre la gang lo prendeva d’assalto

Padre e figlio in mano ai banditi

COSTA S. ABRAMO — A terra a faccia in giù sotto la minaccia di una pesante sbarra di ferro. Sono stati momenti da incubo, di vero terrore, quelli vissuti da un padre capitato per caso domenica insieme al proprio figlio davanti al deposito dell’ex Monopolio di Stato di Costa Sant’Abramo proprio mentre una gang di malviventi incappucciati lo aveva preso d’assalto. Un colpo che sembra essere stato organizzato con cura e che ha fruttato ai banditi trenta scatoloni pieni di sigarette per un valore stimabile in circa 75mila euro. Per sfondare il portone di ingresso e la pesantissima grata anti-intrusione la gang prima ha lavorato con le seghe circolari poi ha utilizzato come ariete un grande camion da cantiere, manovrato in retromarcia. E proprio in quei momenti, verso le 13.15 di domenica, mentre i banditi erano in piena azione, uomo che lavora in una ditta nei pressi è passato con l’auto davanti al deposito insieme al figlio. «E’ stato un caso, avevo dimenticato una cosa in ufficio. Ho notato — racconta il 45enne — un uomo incappucciato e mio figlio mi ha subito detto: i banditi! Io gli ho detto di stare calmo, sperando che non ci avesse notati. Ma purtroppo in quel punto non sono riuscito a invertire subito la marcia. In quei pochi secondi di incertezza l’incappucciato si è avvicinato all’auto e ha infranto il finestrino con una sbarra di ferro e con quell’arma in mano ha minacciato me e mio mio figlio, costringendoci a scendere. Sempre brandendo la sbarra, ci ha ordinato di sdraiarci faccia a terra davanti all’auto e di non muoverci. ‘Fra cinque minuti abbiamo finito’, ci ha detto».
Il bandito, secondo il racconto del 45enne, parlava italiano correttamente ma con un accento dell’est europeo che tradiva la sua origine. «Non ci hanno fatto male — prosegue l’uomo — ma lo spavento è stato grande. Ero preoccupato specialmente per mio figlio che, invece, devo dire che ha mantenuto un grande sangue freddo. Era lui a dirmi di stare calmo e di non preoccuparmi». L’azione della gang in effetti è durata poco più di cinque minuti. «Quando hanno iniziato a tagliare con la sega circolare è suonato l’allarme, ma loro sapevano come muoversi e quanto tempo avevano a disposizione. Sembravano guerriglieri ben addestrati». I malviventi apparentemente non erano armati. Indossavano tutti un passamontagna e guanti da lavoro e chi manovrava la sega circolare aveva anche un casco di protezione. Dovevano essere almeno tre o quattro. Sul posto infatti, oltre al camion-ariete, c’erano anche un furgone bianco su cui hanno caricato gli scatoloni di sigarette e un’Audi.
«Quando se ne sono andati — racconta il 45enne — ho telefonato al 113 e dopo qualche minuto sono arrivati i carabinieri la polizia e anche i vigili del fuoco. Dal momento in cui è suonato l’allarme all’arrivo delle forze dell’ordine sono passati 15 o 20 minuti».

22 Luglio 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/07/24 - 07:07

    Est europeo, grazie Alfano per aver ridotto l'Italia a un contenitore di delinquenti stranieri mai puniti veramente...

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