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CREMONA

Futuro dell'inceneritore, le bordate dell'opposizione

Toni sempre più duri: "Giunta pericolosa e incapace", il commento di Federico Fasani e Marcello Ventura

Futuro dell'inceneritore, le bordate dell'opposizione

L'inceneritore di Cremona

CREMONA - “Impreparati e pericolosi, pericolosi perché supponenti e arroganti”. Il giorno dopo la presentazione dello studio Leap sul futuro dell’inceneritore l’opposizione convoca una conferenza stampa per far partire altre bordate contro l’amministrazione comunale. Cominciando dalla questione trasparenza. “Finalmente, dopo mesi di sacrifici che ci sono costati lettere degli avvocati dei nostri avversari, i fatti ci danno ragione – apre la danze Federico Fasani, consigliere del Nuovo centrodestra –. La relazione Leap esisteva dal 27 ottobre ma è stata tenuta nascosta nel cassetto”. Da ieri a oggi. “Uscito il documento, da parte del sindaco, di piccoli settori della giunta e della maggioranza non c’è stata, com’era naturale attendersi, una presa d’atto – continua l’ex titolare dell’Urbanistica – ma una reazione scomposta. Come quella dell’assessore Manzi che ha tentato di delegittimare il lavoro dei professori piacentini solo perché i suoi contenuti sono deflagranti rispetto alle promesse sulla chiusura in pochi anni del termocombustore fatte dal sindaco e dalla sua coalizione in campagna elettorale”. Toni non meno dura da Marcello Ventura, consigliere dei Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. “C’è una parte della maggioranza che comincia a sfilarsi dal sindaco, come dimostra l’intervento sull’inceneritore del segretario e del capogruppo del Pd, non proprio due esponenti qualunque del maggior partito del centrosinistra: Galletti e Bona, diversamente dal sindaco e da alcuni suoi assessori, hanno letto lo studio Leap per quello che è, senza pregiudizi o furore ideologico”. Secondo i due esponenti della minoranza “ce n’è abbastanza perché Galimberti o il suo assessore (Alessia Manfredini, che ha delega all’Ambiente, ndr) facciano un passo indietro e si dimettano. Questa amministrazione, pur di conservare le proprie posizioni, non ha problemi a far fuori persone capaci, come insegnano i casi Zamboni e Gipponi (ex presidente di Aem Gestioni e direttore generale di Cremona solidale, ndr)”. Tornando al documento Leap, resta un problema: quanto è costato? “Ci risulta rispondono – Fasani e Ventura – un totale di 110 mila euro per le due trance della ricerca”. Anche di questo aspetto si discuterà, probabilmente, nella commissione Vigilanza di giovedì prossimo. L’ennesima sull’affaire inceneritore e dintorni.

18 Luglio 2015

Commenti all'articolo

  • elia

    2015/07/18 - 16:04

    sto dalla parte di galimberti io studio Leap è poco attenibile il comune dovrebbe commissionare uno studio associato un team di ingegneri ed economisti ed allora potremmo scoprire che lo studio prodotto dalla leap è di parte ricevere circa 50.000 da Lgh era difficile arrivare a conclusioni diverse

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