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Martedì 06 Dicembre 2016

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Tribunale, Massa: 'Non escludo stato di agitazione per i magistrati'

Carenza di organico, il presidente di sezione: 'La situazione è quasi drammatica, non escludo che anche l’Anm, di cui sono il presidente della sezione di Cremona, a settembre proclami lo stato di agitazione'

Tribunale, Massa: 'Non escludo stato di agitazione per i magistrati'

Pio Massa

CREMONA - Da presidente di sezione del tribunale afferma: «Fa piacere che gli avvocati, pur segnalando alcune disfunzioni, comprendano le particolari difficoltà, specie nel settore penale. La situazione è veramente difficile, quasi drammatica, perché siamo ai livelli dell’esasperazione». Da presidente della sezione di Cremona dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), annuncia: «Se qualcosa non cambia, a settembre non escludo che anche l’Anm proclami lo stato di agitazione». Perché da Roma (al ministero della Giustizia) e da Brescia, a livello distrettuale, «dove abbiamo chiesto l’applicazione di personale, ma senza risultato», Cremona ha incassato solo «una solidarietà formale» e perché «la ‘famosa’ mobilità avrà tempi lunghissimi». Così Pio Massa, all’indomani dell’allarme lanciato dalla Camera Penale di Cremona e Crema ‘Sandro Bocchi’ che ha proclamato lo stato di agitazione per denunciare la pesante situazione in cui versano il tribunale e la procura messi in ginocchio dalla grave carenza di personale amministrativo, cancellieri e funzionari in particolare. Una iniziativa presa ‘per’ e non ‘contro’ il tribunale.

Nel suo ruolo di presidente di sezione, il giudice Massa afferma: «Abbiamo la consapevolezza di aver creato, in questi ultimi anni, anche un tribunale che vuole essere un modello, tant’è che attrae i giudici, ma tutto ciò è vanificato da una crisi del personale, una crisi che comprende anche il settore civile, ma si sente di più in quello penale». Una crisi che tocca i tribunali di tutta Italia, «anche perché da quasi due decenni non si assume personale; molti vanno in pensione e non vengono sostituiti». Ma «la situazione di Cremona è particolare», perché nel settembre del 2013 gli uffici giudiziari del capoluogo hanno accorpato quelli di Crema (competenza aumentata, lavoro più che raddoppiato), poi lo scorso maggio una parte del personale (sei unità) ha ottenuto il trasferimento ad altre sedi: i cremaschi (tre) sono andati al tribunale di Lodi. Con il risultato che «siamo tornati a prima dell’accorpamento. abbiamo dirottato del personale all’ufficio Gip/ Gup, perché è nevralgico, ma è molto in difficoltà». I numeri snocciolati dal presidente Massa raccontano che con l’arrivo di due nuovi giudici (uno destinato al penale, l’altro al civile) l’organico dei magistrati salirà a 19 (mentre in procura arriverà un nuovo sostituto). Gli assistenti di udienza sono solo due. «Ce ne vorrebbero sei, sette», ma senza assistenti, «pur avendo un buon livello di produttività, la prospettiva è triste: ci dobbiamo fermare, dobbiamo fare meno udienze», anche perché il lavoro del cancelliere non è solo quello che si vede in aula. «C’è tutto il lavoro che si svolge prima e dopo il procedimento — spiega Massa —. Prima tutti i procedimenti vengono caricati sul registro informatico, dopo i dati vanno tutti aggiornati». Dunque, «siamo costretti a limitare il numero delle udienze». Non solo. «Non possiamo tenere udienze straordinarie per procedimenti complessi» e in caso di udienze davanti al collegio «abbiamo molti processi con tanti testimoni e imputati: fissando una sola udienza a settimana, è inevitabile che i tempi si allunghino». E a proposito di maxi processi, il tribunale senza personale dovrà affrontare quello sul calcioscommesse.

14 Luglio 2015

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