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CREMONA

Rubò confezione di salsicce, per il pensionato cade l'accusa

Niente querela da parte del supermercato e l'anziano non dovrà pagare la sanzione da 11.250 euro

Rubò confezione di salsicce, per il pensionato cade l'accusa

L'avvocato Giancarlo Rosa

CREMONA - Affetto da Alzheimer, cinque anni fa un pensionato di 84 anni rubò una confezione di salsicce al supermercato del costo di 1,76 euro. E’ stato accusato di furto con l’aggravante di aver agito con destrezza, occultando la confezione nei pantaloni. Caso chiuso.
Caduta l’aggravante, il giudice, Francesco Beraglia ,ieri ha emesso la sentenza di ‘non doversi procedere’ nei confronti del pensionato ‘per mancanza di querela’. O meglio, la querela c’era, ma nel giugno del 2010 la presentò il direttore della filiale del supermercato, il quale, però, secondo il giudice non aveva i poteri giuridici per sporgerla. Insomma, la querela avrebbe dovuto presentarla il legale rappresentante del supermercato. Gli orientamenti della giurisprudenza sono diversi. Ma al di là delle interpretazioni, quel che conta, alla fine, è il risultato, e cioè che Equitalia annullerà la cartella esattoriale (nel frattempo sospesa) di 11.250 euro: è la pena pecuniaria, a cui il pensionato inizialmente era stato condannato con un decreto penale (45 giorni di reclusione convertiti nella pena pecuniaria, ndr). La figlia si era dimenticata di fare opposizione nei 15 giorni stabiliti dalla legge. Pena esorbitante per una salsiccia. E’ lo Stato che chiede per un giorno di libertà 250 euro, che moltiplicati per 45 giorni, fanno, appunto, 11.250 euro. Il gip aveva poi sospeso la pena e riaperto il procedimento (rimessione in termini, ndr) sulla base della documentazione clinica presentata dal difensore Giancarlo Rosa. Perché quando il 23 giugno del 2010 rubò la salsiccia, il pensionato era già affetto da Alzheimer. Lo prova il certificato stilato il 5 giugno di quell’anno dal neurologo, che ha messo nero su bianco: «Presenta disturbi mnesici. Si sono verificati alcuni episodi di disorientamento (si è perso in un piccolo cimitero) e alcuni comportamenti incongrui (si è recato in banca senza eseguire nessuna operazione). I dati clinici portano ad esprimere diagnosi di deterioramento cognitivo da patologia involutiva cerebrale compatibile con l’Alzheimer». Ieri l’avvocato Rosa ha prodotto il certificato, chiedendo al giudice che l’84enne venisse dichiarato non imputabile in quanto non capace di intendere e di volere al momento del fatto. Prima del difensore, il pm onorario, Silvia Manfredi, aveva scelto un’altra opzione e cioè di escludere la punibilità del pensionato considerata «la tenuità del fatto». Opzione data ai giudici dalla nuova legge del 2 aprile scorso che attribuisce alle toghe il potere discrezionale di decidere, nei casi di pene detentive non superiore nel massimo ai 5 anni, di escludere la punibilità in caso di esiguità del danno. Il giudice ha scelto una terza strada: mancanza di querela. «Sono soddisfatto. Non mi interessava la formula, ma arrivare al risultato», ha detto l’avvocato Rosa che quando avrà la motivazione della sentenza, la trasmetterà «al responsabile regionale di Equitalia per l’annullamento della cartella esattoriale».

08 Luglio 2015

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