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CREMONA

Migranti, altri arrivi Ma non c'è più posto

Oltre sessanta immigrati assegnati al territorio negli ultimi tre giorni, Casa dell'Accoglienza al collasso

Migranti, altri arrivi Ma non c'è più posto

Migranti appena arrivati alla Casa dell'Accoglienza

CREMONA - Il segnale chiaro della preoccupazione montante, conseguenza di numeri in continuo incremento, era già evidente nell’appello diramato due giorni fa dalla prefettura: ‘Attesi i continui afflussi di cittadini stranieri sul territorio italiano e in attesa della predisposizione degli atti per una nuova gara — si annuncia in una nota firmata dal capo di gabinetto, Beaumont Bortone —, si intende espletare un’indagine conoscitiva fra le strutture alberghiere e gli operatori nell’ambito del privato-sociale per l’individuazione di ulteriori posti di accoglienza dei migranti nella provincia di Cremona. Per la gestione del servizio sarà corrisposto, in seguito alla sottoscrizione di una apposita convenzione, un importo massimo procapite al giorno di 35 euro oltre Iva». Tradotto: le strutture che fin qui hanno provveduto a garantire l’accoglienza dei migranti, in sostanza quasi solo ed esclusivamente quelle di Caritas e Diocesi, sono al limite e, a fronte dei continui arrivi, o si trovano soluzioni alternative o si va al collasso. Ora, da ieri, quell’invito è superato: il tetto massimo è stato già raggiunto con i sessanta immigrati assegnati alla provincia negli ultimi tre giorni e, adesso, anche a Cremona e nel territorio è piena emergenza profughi. E non solo sul fronte degli alloggi ma anche, se non soprattutto, su quello della gestione. Non lo nasconde, e anzi sembra sottolinearlo, don Antonio Pezzetti, direttore della Caritas Diocesana e anima della Casa dell’Accoglienza che, anche venerdì 3 luglio, si è ritrovata ad affrontare un nuovo, massiccio flusso di 18 migranti. «Posto non ne abbiamo più — spiega don Pezzetti — e ci siamo ritrovati ad andare a prendere cuscini e materassi per risolvere come possibile la contingenza. Ma non è più solo un problema di alloggio: il problema vero, adesso, è che con le forze che abbiamo non riusciamo più a garantire il sostegno e l’accompagnamento che andrebbe assicurato. Ci serve appoggio e mi riferisco alle istituzioni piuttosto che alle cooperative sociali. La Caritas da sola, anche ricorrendo a tutte le proprie strutture, non ce la fa più».

04 Luglio 2015

Commenti all'articolo

  • enrico

    2015/07/17 - 21:09

    Sicuramente voterò lega.

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  • They

    2015/07/05 - 08:08

    Se fossimo in democrazia andrebbe istituito un referendum per sapere se i cittadini acconsentono a spendere i loro soldi per mantenere dei clandestini invece di utilizzarli per i servizi necessari come sanità, scuola e sicurezza, ma siamo in una monarchia mascherata che ci sta portando alla miseria per arricchire i soliti noti.

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  • Alessio

    2015/07/04 - 13:01

    chiedete al sindaco di ospitarne un po' in comune e a casa sua

    Rispondi

  • enrico

    2015/07/04 - 12:12

    Dimenticavo.ricordatevi di pagare la tasi il 16 luglio e la Tarsu a fine luglio perché è questo che serviamo. Mi piacerebbe sapere quanti fino ad ora hanno veramente diritto ad avere il permesso di rifugiato perché perseguitato al suo paese.

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  • enrico

    2015/07/04 - 11:11

    Altre persone che gireranno per la città a fare elemosina e speriamo solo quella. Del resto avete voluto la bicicletta pedaliamo.

    Rispondi

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