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Domenica 11 Dicembre 2016

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OPERAZIONE 'JULIETTE 96'

Prostituzione e tanta cocaina purissima nel locale dei vip

I clienti erano disposti a spendere fino a 2 mila euro per una serata con le ragazze, 3 mila per una cena

Prostituzione e tanta cocaina purissima nel locale dei vip

Il Juliette 96 è in via Mantova a San Felice

CREMONA - Mary era tra le più richieste per la sua avvenenza. René la chiamavano ‘Miss 1000’, perché mille era la sua tariffa. Per meno non si muoveva. E poi Stefania, Federica, Melissa, Eleonora, Irene. E molte altre. Sono le ‘ragazze immagine’ delle ‘scuderie’ di Matteo Pasotto ed Emilio Smerghetto, i due bresciani che per l’accusa, su richiesta dei cugini Gianluca e Marco Pizzi, titolari del Juliette, procuravano le giovani per serate di sesso, cocaina (purissima) e champagne con clienti molto facoltosi nel locale frequentato da vip e calciatori. Gente, i clienti, disposta a spendere fino a duemila euro per una serata con le ragazze. E tremila per una cena. C’è questo e molto di più nelle 46 pagine dell’ordinanza emessa dal gip, Letizia Platé, che ha mandato in carcere i cugini Pizzi, Pasotto, Smergetto e il maresciallo Andrea Grammatico, vice comandante della stazione dei carabinieri di Vescovato. Per gli inquirenti, uno di casa al Juliette, dove, in qualche occasione, avrebbe portato dentro la cocaina.

Prostituzione e cocaina, tanta cocaina, purissima per gli inquirenti. Le ragazze immagine la consumavano in tarda serata nei bagni, nella cucina, nella cambusa (il magazzino) del Juliette. Ma anche in un appartamento posto sopra il locale o nell’ufficio dei Pizzi. Lo raccontano agli inquirenti le ragazze immagine. Eleonora che fa verbalizzare: «In ogni serata che ho lavorato al Juliette 96 ho avuto la possibilità di ricevere la cocaina a titolo gratuito offerta da Marco e Luca Pizzi. Sia durante la cena sia nel dopo cena Luca Pizzi e Marco Pizzi mi offrivano della cocaina che consumavo alternativamente insieme a uno di loro nel loro ufficio, nei locali della cucina, nella cambusa (locale dove sono depositate le derrate alimentari) nei bagni sia pubblici che privati ed in una sola occasione al primo piano dove si trova un appartamento che si raggiunge da una scala interna a cui si accede passando attraverso il cortile esterno. Consumavo la cocaina con uno dei due Pizzi (quello che aveva offerto la sostanza) insieme ad una delle ragazze che si trovavo con me, solitamente la Melissa. Durante ogni serata l’offerta di cocaina si ripeteva due tre volte ed ogni volta veniva accettata da me».

Leggi di più su La Provincia di sabato 4 luglio 2015

03 Luglio 2015

Commenti all'articolo

  • arcelli

    2015/07/04 - 11:11

    E il locale in questione continua la propria attivitá strapieno di clienti come se nulla fosse. Bel lavoro della Procura,direi la soluta pagliacciata italuca. Settimana prossima scommetto tutti scarcerati

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