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CREMONA

Addio al dottor Alfredo Pedroni

E' stato prima medico poi primario all'ospedale maggiore dal 1956 e fino al 1987, funerali a Sant'Abbondio

Addio al dottor Alfredo Pedroni

Il dottor Alfredo Pedroni

CREMONA - Si svolgeranno giovedì 25 giugno alle 10 nella chiesa di Sant’Abbondio i funerali del dottor Alfredo Pedroni. Nato il 5 marzo del 1922, Pedroni ha dedicato la sua vita — oltre che alla famiglia — alla sua professione, che lo ha visto nel ruolo di medico in ospedale dal 1956 quale aiuto in Medicina seconda, qualifica mantenuta fino al 1977, quando è diventato Primario della seconda divisione di Lungodegenza, ruolo ricoperto fino al 31 marzo del 1987, dato in cui è andato in pensione. Il dottor Pedroni ha goduto sempre della stima e della fiducia di migliaia di pazienti, oltre che dei tanti colleghi che con lui hanno condiviso momenti importanti. Una carriera ad alto livello, quella di Pedroni, dedicata al reparto di Medicina e poi a Lungodegenza, contraddistinta da rapporti ottimi con i colleghi e da una grande disponibilità verso tutti. Al termine della sua attività in ospedale Maggiore, Pedroni ha trascorso un periodo come direttore in Medicina anche alla clinica La Pace in via Massarotti e poi alle Ancelle della Carità, in via Aselli. Il dottor Pedroni lascia tre figli: Paolo, cardiologo presso l’ospedale Maggiore, Luisa, insegnante, e Andrea, commercialista. Ed è Andrea che ha ricordato così il papà: «In queste ore molta gente è venuta in visita (presso le Ancelle, dove è allestita la camera ardente, ndr), un fatto che naturalmente ci fa molto piacere e che conferma l’affetto e la stima che molti cremonesi hanno sempre avuto verso di lui. Lo ricordo sempre dolce, dedito alla famiglia e al suo lavoro. E alla sua fede, che lo ha sempre accompagnato. Proprio come la moglie, la nostra mamma Margherita, che se ne è andata il 31 maggio, poche settimane fa. Hanno vissuto insieme tutta la vita e — insieme — ci hanno lasciato. Una coincidenza che, in un certo senso, quasi ci conforta». Alfredo Pedroni ha seguito e curato molti cremonesi. Correva anche ad ogni ricovero dell’allora presidente della Cremonese, Domenico Luzzara, come conferma lo stesso Andrea: «E’ vero, con Luzzara aveva un rapporto di amicizia molto stretto che non è mai venuto meno. E’ stato capace di trasmettere agli altri il sentimento di bontà che aveva nel cuore e questo per tutti è stato un grande esempio».

24 Giugno 2015

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