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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Via i punti dalla patente sbagliata, odissea di un camionista

Via i punti dalla patente sbagliata, odissea di un camionista

L'avvocato Erminio Mola

CREMONA - Multato perché guidava il camion senza cintura di sicurezza, per errore gli sono stati sottratti cinque punti dalla patente di guida sbagliata: la B, anziché la ‘Ce’, quella per i mezzi pesanti che permette al conducente la conduzione europea di autoarticolati per trasporto merci, la cosiddetta Carta Qualificata di Circolazione (CQC). E poiché sulla patente B con quella decurtazione il camionista si era giocato il bonus dei 20 punti, azzerandoli, rischiava non solo di dover revisionare la patente, sottoponendosi ad un nuovo es me di idoneità. Cosa più grave, è che la revisione della patente di guida avrebbe comportato la sospensione della Ce, indispensabile per poter lavorare. Per colpa dell’errore, Il camionista rischiava un fermo di alcuni mesi e di essere anche licenziato. Sarebbe stato sufficiente che l’eclatante errore venisse corretto alla Motorizzazione Civile. Invece, il camionista ha dovuto presentare ricorso al giudice di pace. «Un esempio di male amministrazione», ha definito il caso l’avvocato Erminio Mola, legale del camionista. «Quando gli è stato notificato il provvedimento, il mio cliente si è recato alla Motorizzazione Civile di Cremona senza successo. Ci sono andato io. Mi è stato detto ‘faccia ricorso’. Per evitate il ricorso, sarebbe bastato rispondere all’utente prima e all’avvocato poi».

Tutto comincia il 18 novembre dello scorso anno, quando il camionista viene fermato in provincia di Ascoli Piceno dai carabinieri che lo beccano senza cintura. Multa. L’autotrasportatore esibisce sia la patente B sia la Ce. «I carabinieri verbalizzanti hanno erroneamente indicato nel verbale di contestazione il numeri di patente ordinaria, non accorgendosi della patente Ce (che equivale alla CQC), commettendo quindi un errore non solo formale, ma anche sostanziale», spiega l’avvocato nel ricorso al giudice di pace. In seguito alla irregolarità, il 9 marzo di quest’anno l’Ufficio della Motorizzazione Civile di Cremona emana il provvedimento di revisione della patente di guida B, perché risulta esaurito il relativo punteggio «in quanto la decurtazione dei cinque punti era stata erroneamente applicata al documento personale e non al documento Ce, che equivale al CQC».

L’avvocato Mola parla di «terribili conseguenze». Il camionista, infatti, è sposato e padre di due bambini; rappresenta l’unica fonte di reddito e al mese guadagna dai 1500 ai 1790 euro. «Un siffatto illegittimo ed ingiustificato provvedimento di revisione della patente, oltre a costringerlo ad un fermo di attività per alcuni mesi, con il rischio di essere accantonato o ancor di più licenziato, avrebbe potuto portarlo ad una sospensione dello stipendio mensile fino al momento di eventuale reintegro, al momento dell’ottenimento della nuova patente».

Contro il provvedimento della Motorizzazione civile, il 21 aprile l’avvocato presenta ricorso al giudice di pace Luciano De Vita. L’udienza viene fissata un mese dopo, il 20 maggio. Prima dell’udienza, la prefettura di Ascoli ammette l’errore: punti ripristinati. Il giudice «dichiara cessata la materia del contendere», ma «dato atto dell’errore in cui è incorsa la pubblica amministrazione, emendato solo successivamente alla proposizione del ricorso», condanna la prefettura di Ascoli Piceno a rimborsare al camionista 264 euro versati per l’iscrizione a ruolo della causa.

23 Giugno 2015

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