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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Morto durante l'anestesia. La difesa: 'Lesi i nostri diritti'. Il pm: 'Si cominci finalmente il processo'

In aula il caso Sapienza, il 20enne deceduto in sala operatoria prima di finire sotto i ferri per un pneumotorace

Morto durante l'anestesia. La difesa: 'Lesi i nostri diritti'. Il pm: 'Si cominci finalmente il processo'

CREMONA «Chiedo che si respingano le eccezioni sollevate dalla difesa e che si proceda finalmente al processo». La richiesta al giudice Christian Colombo è arrivata lunedì 22 giugno dal pm Fabio Saponara, all’udienza del processo sulla morte di Riccardo Sapienza, 20 anni, il calciatore del Torrazzo morto il 23 luglio del 2013 durante l’anestesia, dunque ancora prima di finire sotto i ferri per un pneumotorace. Secondo l’accusa, ad uccidere Riccardo è stato un errore nella manovra di intubazione compiuta da Valerio Schinetti, l’anestesista dell’ospedale di Manerbio quel giorno in servizio all’ospedale Maggiore in virtù di una convezione tra i due nosocomi per coprire i turni. Schinetti deve difendersi da due accuse: omicidio colposo e falso nella cartella clinica.

E' stata una udienza dedicata agli inghippi tecnici (le cosiddette questioni preliminari), cavilli che il difensore Stefano Forzani aveva già sollevato in udienza preliminare, ritenendo violati i diritti della difesa, ma in quella sede il gup, Letizia Platè, li aveva respinti, disponendo il rinvio a giudizio dell’anestesista. Ma poiché è diritto della difesa riproporli davanti al tribunale (alla prima udienza utile), l’avvocato Forzani ieri è tornato su quei cavilli riversati in due memorie consegnate al giudice Colombo, allungando, inevitabilmente, i tempi del procedimento. Perché prima di decidere, il giudice vuole esaminare gli atti. In aula si tornerà il 28 settembre.

L’avvocato Forzani ha contestato la mancata notifica a Schinetti e alla difesa dell’espletamento dell’autopsia eseguita il 24 luglio dal perito nominato dalla procura. In secondo luogo il legale ha lamentato il fatto che durante le indagini, fu respinta la sua richiesta di sentire, nella forma dell’incidente probatorio (dunque alla presenza della difesa), «l’infermiera aiuto diretto di Schinetti e l’infermiera di sala».

Leggi di più su La Provincia di martedì 23 giugno 2015

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22 Giugno 2015

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