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Sabato 03 Dicembre 2016

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CREMONA

Il Parlamento europeo studia il 'modello Arvedi'

Una delegazione della commissione Industria ha visitato il Museo del Violino e l'acciaieria

Il Parlamento europeo studia il 'modello Arvedi'

La delegazione dei parlamentari europei e le autorità

CREMONA — Il caso-Arvedi, primo Gruppo in Italia e in Europa ad ottenere dalla BEI i finanziamenti legati al ‘piano Juncker’ in fase di approvazione, come esempio virtuoso, simbolo della capacità di coniugare al meglio sviluppo industriale, occupazione, competitività, innovazione e rispetto dell’ambiente. Una realtà da conoscere per i suoi livelli di eccellenza e per la coerenza con le linee di rilancio del comparto siderurgico elaborate dall’Unione Europea. Così, mercoledì 17 giugno, l’acciaieria cremonese è stata la tappa centrale della visita che una delegazione di deputati europei della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia ha compiuto in città: c’erano il vice presidente del Parlamento Antonio Tajani, la numero due della stessa commissione, Patrizia Toia, Simona Bonafè, Werner Langen e l’ex presidente della Provincia Massimiliano Salini, promotore dell’iniziativa. Prima l’incontro con le autorità al Museo del Violino, poi la visita allo stesso MdV, la visita in acciaieria e — in Finarvedi — una tavola rotonda con i presidenti delle associazioni di categoria che ha riletto, anche alla luce dell’esperienza cremonese, la sfida del piano Juncker per rilanciare gli investimenti nel Vecchio Continente. «La nostra è pure una ‘campagna di ascolto’, voluta non solo per toccare con mano le eccellenze del mondo produttivo, ma anche per ascoltare le sue richieste», ha precisato Salini. Molte ne sono uscite dalla tavola rotonda: occasione sfruttata dai rappresentanti delle associazioni datoriali e dal presidente della Camera di Commercio, Gian Domenico Auricchio, per ricordare la centralità dell’impresa manifatturiera, la necessità di tutelare il made in Italy, di riportare a livelli quantomeno fisiologici la burocrazia, ridurre i costi del sistema-Paese, garantire maggior attenzione e sostegno alle piccole, medie e micro imprese ed all’agricoltura. Dentro una strategia europea che sta evolvendo in modo positivo, «ma mantiene — ha detto Tajani — due temi prioritari sui quali incentrare la nostra riflessione: da un lato i mutamenti in atto nella politica industriale, dall’altro un livello ancora insufficiente di comunicazione tra l’Unione Europea e il mondo delle imprese; specialmente nel caso delle ‘piccole’, le informazioni relative a bandi, finanziamenti e opportunità di diverso genere non circolano ancora come dovrebbero». Come a dire che in realtà Bruxelles e Strasburgo mettono a disposizione più strumenti di quelli che spesso vengono effettivamente conosciuti. Lo ha ricordato anche Toia: «L’Europa sta facendo di più. Ma dobbiamo ‘restare in contatto’».

18 Giugno 2015

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