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VESCOVATO

Discarica interrata, sigilli del Noe

I carabinieri scoprono rifiuti e detriti di demolizioni sepolti da anni, sequestrata area di 6.800 metri quadrati

Discarica interrata, sigilli del Noe

L'area sequestrata dal Noe a Vescovato

VESCOVATO — Detriti da demolizione, cemento armato, asfalto e catrame e, più sotto anche sacchi neri pieni di rifiuti solidi urbani. Intervenuti per investigare sui mucchi di verde e ramaglie accumulati sui terreni intorno alla piazzola ecologica, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Brescia hanno portato alla luce una vera discarica, presumibilmente seppellita lì da molti anni. E hanno posto sotto sequestro tutta l’area, circa 6.800 metri quadrati di proprietà comunale, in attesa di ulteriori accertamenti. Resta invece aperta la piazzola ecologica. L’intervento è scattato dopo alcune segnalazioni, fra cui un esposto presentato dal capogruppo della minoranza Enrico Balconi alla locale stazione dei carabinieri: «Abbiamo deciso di fare questo passo — spiega Balconi — su sollecitazione di molti cittadini stufi di vedere quei mucchi di verde e preoccupati sia per il possibile inquinamento del canale che scorre lì dietro, sia, data la stagione, per il pericolo di incendi». Per poter eseguire il sopralluogo, i carabinieri agli ordini del maresciallo Adriano Garbino hanno chiesto l’ausilio tecnico dei colleghi del Noe, che sono appunto intervenuti martedì 16 giugno. I militari hanno constatato la presenza nell’area esterna alla piazzola ecologica dei cumuli di verde, residui di sfalci e potature. Tuttavia i carabinieri non si sono fermati lì e, insospettiti da alcune collinette del terreno, hanno voluto andare più a fondo. Hanno quindi fatto intervenire dei piccoli escavatori che hanno portato alla luce la discarica di inerti e di rifiuti solidi urbani. A quel punto è scattato il sequestro probatorio per preservare lo stato dei luoghi e per permettere la caratterizzazione dei terreni da parte dell’Arpa. Solo dopo queste ulteriori indagini sarà possibile capire il tipo e la gravità dell’inquinamento. Se il pericolo dovesse rivelarsi più esteso non è tra l’altro escluso il sequestro sanitario dei terreni agricoli limitrofi. «Abbiamo denunciato — spiega Balconi — una situazione critica e siamo soddisfatti per l’intervento delle forze dell’ordine perché ora speriamo che possa risolversi. Tra l’altro un mese prima di rivolgerci ai carabinieri avevamo fatto una segnalazione al settore ecologia dell’amministrazione provinciale». Il sindaco Maria Grazia Bonfante, dal canto suo, preferisce non commentare: «Aspettiamo di vedere gli esiti delle indagini in corso».

17 Giugno 2015

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