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CREMONA

L'acqua spacca i sindaci

Tesa assemblea per le modalità di gestione di Padania Acque, per protesta un gruppo abbandona l'incontro

L'acqua spacca i sindaci

La presidenza dell'assemblea

CREMONA - A spaccare ancora una volta la proverbiale unità dei ‘primi cittadini’ è la gestione dell’acqua e dei suoi assetti. Giovedì 11 giugno scontro tra sindaci di destra e di sinistra, l’assemblea si divide e la fusione tra le due società di Padania Acque è in fase di stallo. Questo il risultato della tesa riunione degli azionisti di Padania, vale a dire i Comuni, che si è tenuta a Cremona nella sede Avis di via Massarotti. Tra deleghe e presenze reali in pratica erano rappresentati tutti i 115 paesi della provincia. Del resto l’argomento è scottante: quale società e come dovrà gestire il ciclo dell’acqua nei prossimi anni. Che tradotto vuol dire che la legge sulle partecipate prevede la fusione tra Padania Acque Gestioni e Padania Acque Patrimonio, ma il problema è chi deve assorbire chi. Schematizzando: il centrodestra vorrebbe che a sparire, fondendosi in ‘Gestioni’ dovrebbe essere ‘Patrimonio’, il centrosinistra sostiene il contrario. Sembra una questione complessa e astrusa, ma è meglio precisare che invece è molto pratica per i cittadini: un’unica società garantirebbe costi minori, decisioni più rapide e meno burocrazia, oltre che un notevole risparmio di soldi pubblici. Una questione che si trascina, e finora i sindaci erano riusciti, bene o male, a trovare una soluzione mediana, ma ieri la situazione è precipitata. Il centrodestra accusa il centrosinistra di aver fatto saltare il consiglio di amministrazione di ‘Gestione’, quello decisivo, che avrebbe dovuto affidare a una società di esperti il giudizio sulla fusione. Il cda infatti è saltato per le dimissioni del sindaco di Montodine Oriele Capelli e l’assenza di Alessandro Lanfranchi, consigliere e presidente di ‘Patrimonio’. Ieri il centrosinistra ha proposto la sostituzione di Capelli, ma il centrodestra è insorto: «Che senso ha nominare un consigliere per 19 giorni (quando scade il mandato del consiglio)? il cda anche con 4 membri può decidere» questa la loro tesi. Ma in questo caso, in una situazione di parità il voto, del presidente avrebbe un valore doppio, per cui al centrosinistra questa situazione non andrebbe bene. Sulla sostituzione si è votato, e i sindaci di centrodestra sono usciti per protesta dalla sala, i Comuni rimasti in sala hanno votato la surroga (Fiesco, Trigolo e Pieve d’Olmi si sono astenuti). Ma perché il centrosinistra avrebbe fatto saltare il cda? Secondo il centrodestra perché i pareri degli esperti sarebbero stati a favore dell’incorporazione di ‘Patrimonio’. Il presiedente di ‘Gestione’, Ercole Barbati, ha letto estratti delle relazioni ‘a favore’ della sua società, ma Lanfranchi li ha interpretati in un altro modo. E la questione è ancora aperta.

12 Giugno 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/06/14 - 07:07

    Ancora sinistra e destra, non sarebbe meglio pensare al meglio per i cittadini senza mettere di mezzo la politica? Una politica che sta rovinando l'Italia con corruzione e gestione ignobile dell'emergenza immigrazione.

    Rispondi

  • renzo

    2015/06/12 - 17:05

    Meglio privatizzare tutto, eviteremmo queste penose figure......

    Rispondi

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