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Sabato 03 Dicembre 2016

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CREMONA

Ondata di soldi falsi: rabbia e allarme

Nel mirino sono finiti soprattutto gli artigiani, boom per gli apparecchi che controllano le banconote

Ondata di soldi falsi: rabbia e allarme

Un sequestro di banconote false

CREMONA - Stavolta hanno puntato soprattutto sui pezzi di taglio elevato: da cinquanta euro in su. Il che significa che per chi è rimasto ‘scottato’ il colpo è stato duro. Con una particolarità: nel mirino non sono finiti i commercianti tradizionalmente più a rischio, vale dire i gestori di ricevitorie e tabaccherie nonché di tutte quelle attività dove il passaggio i cifre di denaro importanti, per ogni transazione, è più o meno costante. Questa volta a masticare amaro sono stati artigiani, in particolare un certo numero di parrucchiere, e diversi negozianti che non hanno una gestione continua di un flusso di banconote importante, con pezzi di taglio elevato. Insomma, hanno pagato la scarsa conoscenza di alcune banconote. E’ un allarme del quale tenere conto da subito, per alzare il livello dei controlli, quello emerso negli ultimi giorni in città relativo alla nuova offensiva dei falsari.

Un allarme che trova riscontri nel picco di richieste delle macchinette che, in tempo reale, permettono di controllare la genuinità di una banconota . Un sensibile incremento di vendite di questi apparecchi è stato registrato alla Buffetti-Ufficio Moderno di corso Garibaldi. Dopo essere stati beffati, molti esercenti e artigiani anno deciso di dotarsi di un apparecchio che in pochi istanti evita sorprese amare, quelle a cui sono andati incontro i commercianti che, giunti in banca con l’incasso da depositare, si sono sentiti dire dall’impiegato che una, due, tre, perfino quattro banconote erano fasulle. Il lavoro di un giorno mandato a monte. Va detto che dal punto di vista tecnologico oggi sono a disposizione dei commercianti apparecchi che costano sempre meno e sono sempre più affidabili. Il modello che va per la maggiore alla Buffetti di corso Garibaldi, ad esempio, costa circa settanta euro ed ha un vantaggio di non poco conto: possiede un software aggiornabile di continuo; in pochi istanti è possibile aggiornare il tipo di banconota da monitorare qualora venga introdotto un nuovo taglio (come di tanto in tanto capita). Insomma, la macchia è sempre in grado di capire se una banconota è fasulla. «Noi — spiega un responsabile del negozio — abbiamo registrato un crescendo nelle segnalazioni e nelle richieste di questa macchina, che ha un buon rapporto prezzo-qualità, oltre al vantaggio, non secondario, di essere di continuo aggiornabile. Da quel che abbiamo capito, dai cinque euro in su può capitare di imbattersi in una banconota falsa».

Dal debutto dell’euro, il primo gennaio 2002, sono state centinaia le segnalazioni provenienti da Cremona e relative alla ‘spendita’ di banconote false. Numerose le denunce alla procura. In un numero rilevante di casi, queste vicende si concludono senza un procedimento giudiziario dal momento che si trova in mano soldi falsi è, a sua volta, una vittima. Per anni la materia è stata gestita in prima persona dalla guardia di finanza, che tiene i contatti con la Banca d’Italia per le procedure relative a queste vicende. Il primo atto è il riconoscimento ufficiale di una banconota falsa. Cosa che avviene soltanto dopo l’intervento e le valutazioni degli esperti che, a Roma, conoscono tutto, ma proprio tutto, del denaro falso immesso nel circuito economico.

03 Giugno 2015

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