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Martedì 06 Dicembre 2016

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CREMONA

Invalsi ‘taroccato’, l’ira delle famiglie

In tante classi fioccati i suggerimenti dei docenti. Una madre: «L’obiettivo è valutare il livello, non far fare bella figura alle maestre»

Invalsi ‘taroccato’, l’ira delle famiglie

Alunni alle prese con una prova scritta in un aula scolastica

CREMONA - «Da mio figlio ne ho sentite di tutti i colori». «Ma che coraggio! Per come me l’hanno raccontata mio figlio e un suo compagno, per filo e per segno, la prova è stata una cosa ridicola: tanto varrebbe utilizzarle per valutare i docenti, visto che sono loro a rispondere. Almeno nel nostro caso. Spero non capiti così ovunque. perché lo fanno? Non rischiano lo stipendio». Il tempo di tornare sul discorso, di far parlare i figli, e in molti casi la credibilità della prova crolla. Stiamo parlando dell’approccio con il quale, in diverse scuole della città, almeno in alcune sezioni, sono state gestite le prove Invalsi, acronimo dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, che quest’anno divide più che mai per quel che gli alunni raccontano in famiglia. Secondo quanto emerso sulla rete dai genitori, il grosso dei suggerimenti sarebbe avvenuto alle elementari, mentre alle superiori le segnalazioni di anomalie sono molto più rare, anche se fioccano critiche per la banalità di alcune parti della prova somministrata ai ragazzi. «Alcuni alunni si sono sentiti presi in giro, ad esempio da quelle domande sul mese più caldo tra luglio maggio e dicembre».
«Quanto ai più piccoli, mi segnalano frequenti gestioni ‘asssembleari’, con gruppetti di alunni guidati», racconta una madre che ha figli alle medie e alle elementari. Peraltro, non è proprio uno scherzo intervenire per guidare, se non pilotare, gli alunni in una prova che dovrebbe essere quanto più genuina per capire il livello di preparazione degli alunni (l’obiettivo). Che non sia uno scherzo lo dimostra il fatto che è previsto il mancato inserimento nei data base se le prove risultano perfette, quindi poco credibili. A riassumere bene il pensiero di molti genitori cremonesi è stata una madre, sempre su Facebook:
«La finalità delle prove Invalsi è quella di rilevare e valutare, da parte del ministero dell’Istruzione, gli apprendimenti e il livello di preparazione di alcune materie è questa è buona cosa. Il problema è che alcuni insegnanti, per fare bella figura, suggeriscono in toto le risposte a tutta la classe, come è successo a mio figlio, su argomenti che non hanno mai trattato prima. In questi casi le valutazioni non corrispondono alle vere valutazioni della classe». Difficile darle torto. Non si esclude che sulla scia di queste segnalazioni, crescenti, possano scattare alcune verifiche ad hoc. E non sugli alunni.

13 Maggio 2015

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