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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Vescovato: crisi Comune, salta il consiglio

L'opposizione fa mancare il numero legale, domani la sostituzione dei consiglieri dimissionari

Vescovato: crisi Comune, salta il consiglio

Il consiglio comunale di Vescovato

VESCOVATO — La minoranza non ci sta e abbandona l’aula prima del voto, invalidando così il consiglio di ieri sera per la mancanza del numero legale e impedendo al sindaco Maria Grazia Bonfante di nominare i quattro nuovi consiglieri. Dopo le dimissioni in blocco del vicesindaco Chiara Feraboli, del capogruppo Alessandro Rezzi e dei consiglieri di maggioranza Elena Binda e Giuseppe Soregaroli, il primo cittadino infatti si è trovata affiancata solo dai suoi ‘fedelissimi’ quattro. Le dimissioni dei quattro sembra siano dovute a una linea troppo ambientalista (no alla discarica e all’autostrada Cremona-Mantova) e anche a un atteggiamento troppo accentratrice del sindaco, anche se nella lettere di dimissioni non ci sono le motivazioni. Il regolamento prevede che, in prima convocazione, siano presenti almeno sette consiglieri. Quota che sarebbe stata raggiunta solo grazie alla presenza dei componenti dell’opposizione. Ma così non è stato.

 

Dopo aver aperto l’assemblea consiliare, il segretario comunale ha effettuato l’appello dei presenti. Si è poi proceduto alla lettura dell’ordine del giorno che prevedeva la surroga dei quattro dimissionari e la nomina dei nuovi membri di maggioranza. Dopo aver letto un duro intervento, il gruppo di minoranza formato da Enrico Balconi, Paolo Azzali e Ivan Boscarini (Francesco Ferrari era assente per impegni personali) si è alzato e non ha partecipato al voto, invalidando così la seduta. «Le dimissioni di ben quattro consiglieri — ha detto Balconi — che comunque non sono esenti da responsabilità, non possono essere considerate un fatto normale, in particolare se a dimettersi sono il vicesindaco, il capogruppo e il presidente dell’Auser locale. Quella che potrebbe sopravvivere assomiglierebbe a una sorta di monarchia sindacale e sarebbe qualcosa di molto diverso dalla coalizione che un anno fa ha raccolto il 54 per cento dei consensi».

 

Durante l’assemblea pubblica di martedì pomeriggio in piazza, il sindaco Bonfante aveva lanciato un appello all’opposizione di «responsabilità istituzionale per evitare il commissariamento del Comune». Parole inascoltate. «Si tratta di un problema interno alla maggioranza — spiega Balconi — che non spetta a noi risolvere. Dall’altro lato dobbiamo comunque rendere conto ai nostri elettori che non ci avrebbero mai perdonato una campagna di salvataggio dell’attuale giunta. Siamo consapevoli che quella di stasera (ieri sera, ndr) è stata una vittoria di Pirro». Domani venerdì 8 maggio alle 21 infatti si terrà la seconda convocazione. Qui il numero legale si abbasserà e basterà la presenza di un terzo del consiglio ovvero di quattro amministratori. Numeri sui quali la Bonfante sicuramente può contare.

07 Maggio 2015

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