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CREMONA

Ammanchi Cri, chiesti due anni e sette mesi per Rizzi

L'ex commissario rilascia dichiarazioni spontanee: 'Totale abnegazione, mi ritengo innocente'

Ammanchi Cri, chiesti due anni e sette mesi per Rizzi

CREMONA - Chiesti due anni e sette mesi per Mirko Rizzi, ex commissario locale della Croce Rossa accusato di peculato in relazione alla sparizione, nel 2011, di 16.095 euro dalla cassaforte situata nell'ufficio al primo piano della sede di via Mantova.

 

Rizzi, nel corso dell'udienza di martedì 5 maggio, ha reso una dichiarazione spontanea. "Sono entrato nel 2006 come volontario. Nella Croce Rossa di Cremona ho riconosciuto una grande famiglia, a cui ho dato molta dedizione. Ho sempre dedicato tantissimo tempo, producendo tante ore di volontariato come i miei colleghi. Ho iniziato a dare una mano nella segreteria, sempre dedicando tantissime ore e impegno. Nell'ottobre del 2010 il commissario nazionale, su segnalazione del commissario regionale e del commissario provinciale, mi ha nominato commissario locale. Oggi qui mi sento molto a disagio. Ho sempre fatto tanto alla luce del sole. Mi ritengo innocente, non mi sono mai impossessato dei soldi. Non riconosco questo reato che mi viene imputato. Magari non sono stato all'altezza di gestire la situazione".

 

Mirko Rizzi, ex commissario locale della Cri, affida, martedì 5 maggio, ad una dichiarazione spontanea di dieci minuti la sua difesa dall'accusa di peculato in relazione alla sparizione, nel 2011, di 16.095 euro dalla cassaforte situata nell'ufficio al primo piano della sede di via Mantova, nascosta da una bandiera. Uno scandalo venuto a galla nel 2012, quando da Eleonora Ducoli Parisi, attuale presidente del comitato provinciale di Cremona (prima commissario del comitato provinciale e contestualmente commissario provinciale della componente femminile), presentò in procura una denuncia contro ignoti. Per un periodo la chiave della cassaforte scomparve. Chi prese i soldi delle lotterie e della festa di gala della sezione femminile fatta nell'ottobre del 2011nel palazzo della società CentroPadane, in via Colletta?

 

L'avvocato Marco Bencivenga, che assiste Rizzi con la collega Cristina Pugnoli ha chiesto "l'assoluzione e in subordine, il minimo della pena".

 

Il presidente Maria Stella Leone (a latere i giudizi Tiziana Lucini Paioni e Francesco Sora) ha aggiornato il processo al prossimo 9 giugno, giorno delle repliche e della sentenza.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

05 Maggio 2015

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