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Lunedì 05 Dicembre 2016

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CREMONA

Bresciani lascia la guida di Futura

Il presidente: 'Non mi ritrovo più in certe modalità'

Bresciani lascia la guida di Futura

Giuseppe Bresciani

CREMONA - Dopo 19 anni di attività, di cui 15 da presidente, Giuseppe Bresciani lascia la guida di Futura. Per l’associazione di via S. Rocco, che si dedica ai disabili, fondata e nata sull’ippoterapia e sviluppatasi negli anni fino a diventare un punto di riferimento assoluto, si tratta di un passaggio molto delicato e particolare. Perché è vero che il ricambio appartiene alla vita naturale delle cose, ma è altrettanto vero che Bresciani ha rappresentato Futura in tutte le sue espressioni poliedriche, dall’ippoterapia alla musicoterapia, dallo sport alle pene alternative fino alle molte iniziative.

 

A fine 2014 la nuova normativa ha imposto la divisione delle attività organizzative e fiscale. La parte sportiva col nuovo assetto sarà affidata alla nuova società sportiva Asd Delfini Cremona onlus, già operativa, con Bresciani chiamato al ruolo di presidente. Lo stesso Bresciani, peraltro, è il papà di Maria, 19 anni, pluricampionessa mondiale di nuoto, settore disabili (C 21, atleti con sindrome di Down). La notizia della sua uscita dall’associazione è stata ufficializzata giovedì 23 aprile nel corso dell’assemblea, iniziata e poi rinviata al 29 aprile, quando sarà approvato il bilancio ed eletto il nuovo consiglio che, a sua volta, dovrà nominare il presidente.

 

Ma che cosa è successo? Perché il presidente dopo tanti anni esce di scena? «Non mi ritrovo più in certe modalità — spiega senza giri di parole Bresciani — e in certe iniziative che si vogliono portare avanti. Personalmente non voglio fare polemica, noto che sono usciti anche altri (il segretario e alcuni volontari, ndr). Intravedo il rischio che si perda di vista la globalità dell’intervento sui disabili, non attraverso il singolo intervento ma attraverso la globalità della vita».

 

Dunque, Bresciani lascia ma con una buona dose di amarezza in eredità. Peraltro, i successi della figlia Maria (5 volte campione del mondo di nuoto nella categoria disabili) avrebbero finito per diventare un problema nella gestione dei rapporti interni, almeno secondo voci insistenti, su cui il presidente peraltro non vuole entrare. «Ho sempre fatto tutto senza cercare pubblicità personale né favorire in alcun modo mia figlia. Sul sito dell’associazione il nuoto non è stato neanche evidenziato, proprio perché non ho mai voluto dare adito a gelosie o situazioni strane. Tutto qui».

 

Certo che il rammarico di Bresciani, dopo 15 anni alla guida di una struttura che oggi conta 60 disabili (tra ragazzi e adulti), con un bilancio di circa 100 mila euro, non si limita a questo. «In questi anni — aggiunge il presidente — il mio scopo è stato quello di favorire l’integrazione dei disabili e delle loro famiglie, non solo con l’ippoterapia ma anche con attività diverse, di tipo ludico - sportive. Credo di poterlo definire un modello vincente, dove la fatica fatta da un disabile ha avuto il rispetto da parte della società. L’impegno delle famiglie nel vivere e nel condividere tutte le iniziative ha pagato. Non per tutti però è stato così: la chiusura delle famiglie può comportare una riduzione dell’autostima del ragazzo disabile. Voglio anche ringraziare tutte le persone che negli anni passati mi hanno affiancato e sostenuto in tutte le iniziative e nei progetti di Futura. La gestione dell’associazione e del centro di via S. Rocco è complessa e un ricambio può anche rientrare in una prospettiva logica. Il mio impegno nel mondo della disabilità va avanti nel nel settore sportivo (Bresciani è anche fiduciario del Comitato italiano paralimpico di Cremona, ndr). Il 10 maggio avremo alla piscina comunale una grande manifestazione, con molti atleti paralimpici che hanno partecipato alle olimpiadi di Londra. Ci sarà ancora molto lavoro da portare avanti, sempre e solo nell’interesse dei ragazzi disabili».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

 

 

24 Aprile 2015

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