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ROBECCO D'OGLIO

'Tentata violenza', l'indiano torna libero

L'avvocato: solo una discussione con la cognata, la porta era aperta. Divieto di avvicinarsi alla donna

'Tentata violenza', l'indiano torna libero

Un'auto dei carabinieri

ROBECCO D’OGLIO — E’ tornato in libertà l’indiano arrestato sabato scorso con l’accusa di aver tentato di violentare la cognata (sorella di sua moglie), una volta rincasato dal Vaisaki, la tradizionale cerimonia religiosa dei Sikh che si era svolta a Cremona.

A seguito dell’interrogatorio di garanzia di martedì scorso in carcere, il gip Pierpaolo Beluzzi, ha revocato la misura del carcere, applicando all’indiano quella del divieto di avvicinarsi alla casa della cognata, di starle lontano, di non frequentare gli stessi luoghi frequentati dalla donna e di allontanarsi tempestivamente qualora la incontri.

Trentaquattro anni, un lavoro in una stalla, proprietario di una casa che sta pagando con il mutuo, davanti al gip Beluzzi l’indiano ha negato l’accusa. «Ha spiegato che si è trattato di una discussione con la cognata relativa a questioni familiari. In sostanza, la cognata vuole sposarsi con un connazionale, ma ci sono problemi religiosi», ha detto l’avvocato Ugo Carminati, che difende lo straniero con la collega Mara Griffini. «Pur abitando nello stesso paese, il nostro assistito da mesi non vedeva la cognata. Ha spiegato che la discussione è durata pochi minuti, che la porta era aperta e all’esterno c’erano dei testimoni. La figlia di sei anni è entrata proprio perché c’era la porta aperta», ha evidenziato l’avvocato Carminati.

Il fatto era accaduto alle sette di sera. Rientrato dalla giornata di festa, a casa aveva trovato la cognata ed era scoppiata la discussione. Poco dopo, in casa era arrivata anche la moglie dell’indiano, il quale, dopo aver aggredito entrambe le donne, almeno per l’accusa, si era poi allontanato in sella al proprio scooter.

L’allarme era stato raccolto dai carabinieri. Neanche dieci minuti dopo, un equipaggio della stazione di Vescovato bloccherà lo straniero, che si scaglierà contro i due militari (tre giorni di prognosi per entrambi). L’indiano era stato portato in caserma e da qui nel penitenziario di Cremona. Ora è libero.

23 Aprile 2015

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