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Domenica 04 Dicembre 2016

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CREMONA

Usura ed estorsione a un imprenditore, condannato a 5 anni

L'uomo ha sempre negato di avere usurato, tentato di estorcere denaro e ferito un bresciano, assolto Vetere, a processo Bussatori

Usura ed estorsione a un imprenditore, condannato a 5 anni

CREMONA - Ha sempre negato di aver usurato, tentato di estorcere denaro e ferito un imprenditore bresciano. Salvatore C., 42 anni, cutrese residente a Cremona, imprenditore edile, non ha convinto il gup, Guido Salvini, che lo ha condannato a 5 anni di reclusione e a 1000 euro di multa. Il pm, Carlotta Bernardini, aveva chiesto 6 anni di reclusione e a 1700 euro di multa. Dall’accusa di usura è stato invece assolto «per non aver commesso il fatto» Pierino Vetere, 43 anni, cutrese residente a Castelvetro Piacentino. La sentenza è stata pronunciata al termine del giudizio con rito abbreviato. 

Dovrà invece rispondere di usura davanti al tribunale, Maurizio Bussatori, 42 anni, lodigiano residente a Casalpusterlengo. Il gup ha disposto il rinvio a giudizio. Il processo è fissato per il prossimo 9 giugno. 

Per l’accusa, nell’aprile del 2011 il cutrese fece un finanziamento di 20mila euro all’imprenditore e nei successivi quindici giorni pretese la restituzione di 30mila euro. Seguì un ulteriore prestito di 100mila euro erogato in due tranches. Si fece consegnare dall’imprenditore assegni privi di data, per un importo di 137mila. Gli assegni vennero poi sostituti da altri assegni e cambiali per l’importo di 162mila euro. Infine, a fronte di un ulteriore prestito di 15mila euro, si fece consegnare dall’imprenditore due assegni per un totale di 20mila euro. Fatto che per l’accusa, il calabrese avrebbe commesso in concorso con il lodigiano, il quale avrebbe finanziato in parte il finanziamento all’imprenditore. Il solo cutrese era accusato di tentata estorsione e di lesione ai danni dell’imprenditore, che per il pm e per il gup venne minacciato affinché restituisse denaro e interessi usurari, senza riuscirvi per la resistenza della vittima. 

Sono diversi gli episodi contestati al calabrese. Il 14 dicembre del 2011, chiamò sul telefonino l’imprenditore, pretendendo la restituzione di 10mila euro entro due giorni. In caso contrario, «sarebbe passato da casa sua e gli avrebbe ‘spaccato la testa’ con un bastone». Il 27 gennaio successivo, la seconda telefonata. Anche stavolta, pretese la restituzione di 180mila euro, che a suo dire gli erano dovuti (120mila di capitale più 60mila di interessi) o «quantomeno un finanziamento di 220mila euro». Nell’occasione, minacciò l’imprenditore, dicendogli che «era stanco di aspettare e che se non avesse pagato, sarebbe venuto da lui e gli avrebbe ‘spaccato le gambe’ e che, qualora fosse finito in galera, all’uscita avrebbe ‘sistemato’ le loro cose». Seguirono altri contatti e altre minacce. Il 27 aprile, l’imprenditore fu colpito con un oggetto metallico da due sconosciuti, per l’accusa mandati da dal calabrese affinché restituisse i soldi. L’imprenditore se la cavò con sette giorni di prognosi. 

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05 Novembre 2015

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