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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

'Come il tumore mi ha cambiato la vita'

Intervista alla pluricampionessa di bocce Germana Cantarini

'Come il tumore mi ha cambiato la vita'

Germana Cantarini

CREMONA - Ha sofferto, ha pianto. Ma non si è arresa: ha lottato, ha continuato a lavorare. Poi, allenamenti e gare: il tumore non ha fermato Germana Cantarini, classe 1964, che tra una chemio e un intervento chirurgico è riuscita a vincere e rivincere il titolo mondiale di bocce. Lei, pluridecorata campionessa, oggi rappresenta anche una grande speranza per tutte le donne. E, nel raccontare a viso aperto la sua storia, proprio alle donne manda il suo incoraggiamento. Come un sincero augurio molto, molto speciale.

 

Germana Cantarini, lei ha affrontato il tumore al seno. Come è andata? «Era l’ottobre del 2006. Ho fatto la mammografia alla clinica delle Ancelle, in via Aselli. Poi mi hanno fatto fare un’ecografia. Ho cominciato a preoccuparmi quando il medico mi ha detto che sarebbe stata necessaria anche la biopsia. A cui mi sono sottoposta, in ospedale».

 

E il responso? «E’ arrivato tre settimane. Alcuni mi dicevano: vedrai che si sono sbagliati, se passa così tanto tempo vuol dire che non è nulla di serio. Gli altri esami erano buoni. Speravo. Poi, il verdetto. Ho visto un’infermiera che conosco con le mani sul volto. Ricordo ancora quegli istanti come un incubo. La diagnosi è stata un pugno nello stomaco».

 

Cioè? «Tumore maligno».

 

Da lì è cominciato un vero e proprio calvario. «Sì. Prima mi sono messa a piangere, sprofondando in quel buio che molte donne posso ben comprendere. Poi, alla Breast Unit (diretta da Alberto Bottini, ndr), ho cominciato la chemioterapia. E lì ho dovuto farmi coraggio».

 

Come ha fatto con gli allenamenti? «All’inizio riuscivo ad allenarmi e anche a lavorare, nel mio negozio (di parrucchiera in via S. Rocco, ndr). Otto sedute di chemio, ogni lunedì. Al terzo ciclo ho dovuto smettere, non ce la facevo più, fisicamente e psicologicamente».

 

Ha cercato di reagire? «Ci ho provato. La botta ulteriore è arrivata quando ho cominciato a perdere i capelli. E’ accaduto tutto un giorno, durante un allenamento, al bocciodromo. Mi sono toccata e me ne sono accorta. Sono crollata. Ne parlo così, tranquillamente, ma è stata dura, in molti sensi».

 

Quali? «Ad esempio, mi sentivo sempre gli occhi addosso, mi sembrava di essere sotto osservazione. Vedevo gli altri che mi guardavano per capire se stavo bene, se potevo andare avanti: loro erano i sani e io quella ammalata. Ho provato a far finta di niente. Ho anche pianto molto».

 

Dopo la chemio, l’intervento chirurgico. «Ho avuto molta paura, di tutto. Era la prima volta che affrontavo la sala operatoria e l’anestesia totale. Il resto lo ha fatto il chirurgo, Sergio Aguggini».

 

La svolta era in arrivo, però. «Sì, dopo l’intervento mi sono affidata alle cure dell’oncologo Daniele Generali, sempre della Breast. Ho fatto un po’ di radioterapia».

 

Poco tempo dopo, luglio 2007, lei ha partecipato in modo quasi clamoroso ai campionati italiani, a Treviso. «Non ero molto allenata. Ma ce l’ho fatta, ho vinto. E mi è sembrato di tornare a vivere. Ho vinto i Giochi del Mediterraneo, più avanti, e anche il mondiale a Roma. E’ andata bene».

 

A chi deve dire grazie? «Lo sport mi ha aiutata molto. I medici sono stati bravissimi. Un grazie speciale lo dico anche a Paolo, il mio compagno, che mi è sempre stato vicino in ogni istante. E’ stato fondamentale».

 

La sua storia però non è finita lì. Anzi. «Nel 2009 avevo un linfonodo intaccato, per colpa del primo tumore. Altro intervento. Di nuovo in crisi. In realtà ho avuto meno problemi, non ho più fatto la chemio».

 

Oggi come si sente? «Vorrei dire che sono tranquilla, ma la tranquillità al cento per cento non esiste. E’ dura non pensarci e ripensarci».

 

E gli allenamenti? «Bella domanda. Ho 17 linfonodi in meno a destra, ovvero vicino al braccio che uso per tirare le bocce. Ogni tanto mi sembra che il braccio mi dica: fermati».

 

Lo ascolta? «A volte sì, non sempre ci riesco».

 

Nel 2014 ha vinto un altro titolo italiano ed è sempre in vetta alle classifiche. «E’ una bella soddisfazione. Quest’anno non vado ai mondiali, ma parteciperò di nuovo ai campionati italiani».

 

Cosa vuol dire alle donne, dopo la sua esperienza? «A chi sta vivendo il tumore direi solo una cosa: non piangersi addosso e andare avanti. E alle persone care, di stare vicino, molto vicino alle donne che vivono un momento difficile. Vorrei dire qualcosa anche a chi non ha il tumore».

 

Ovvero? «Non aspettare. Farsi coraggio e andare. Se si sente qualcosa, farsi visitare subito».

 

Il tumore ha cambiato la sua vita? «Sì. Vedo le cose in modo diverso, rido di più, scherzo di più. E ho imparato a dedicarmi molto di più agli altri. Il tumore mi ha tolto molto, ma mi ha anche insegnato tanto, vedo la vita attraverso una luce diversa. Penso spesso anche a chi ho conosciuto e non ce l’ha fatta. A tutte le donne, col cuore, dico una sola cosa: coraggio».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

 

 

06 Aprile 2015

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