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CREMONA

Buon compleanno Mina

Sul giornale di oggi quattro pagine speciali dedicate alla Tigre di Cremona

Buon compleanno Mina

Mina in una foto storica

CREMONA - Buon compleanno. Oggi Mina compie 75 anni, ha alle spalle un percorso artistico lunghissimo e proficuo, ma basta che si avvicini a una sala d’incisione — e lo fa ogni anno — per mandare in fibrillazione il suo pubblico. Anche perché è tra le poche artiste in grado di sorprendere davvero e di rinnovarsi ogni volta, di giocare con i generi musicali e con la sua voce immensa e dall’estensione ai limiti del possibile. La voce — per quanto unica — non sarebbe però stata sufficiente a farne un mito.

 

Su La Provincia di oggi 4 pagine speciali dedicate alla Tigre di Cremona

 

Famiglia borghese, nata a Busto Arsizio il 25 marzo del 1940 quasi per caso, vissuta a Cremona dai tre anni in su, Mina Mazzini frequenta la Beata Vergine e il Beltrami, nuota per la Baldesio. Non è del tutto tranquilla: un giorno costruisce un ordigno rudimentale e lo fa esplodere nel cortile di casa. In molti a Cremona la ricordano mentre passeggia mano nella mano con Daniele Parolini, il suo primo moroso, allora prestante terzino della Cremonese e poi giornalista sportivo: il loro amore si trasformò in un’amicizia bellissima e generosa.

 

Nell’estate del ’58, Mina sale per la prima sul palco della Bussola, per una scommessa con gli amici. Poche settimane dopo va a citofonare a Nino Donzelli, leader degli Happy Boys, proponendosi come cantante. Con il gruppo si esibisce a Croce Santo Spirito, e il 23 settembre, a Rivarolo del Re, in quella che è considerata la data ufficiale del debutto. Gli ospiti d’onore sarebbero Natalino Otto e Flo Sandon’s, ma la ‘lungagnona’ — è lei stessa a definirsi così — ruba la scena a tutti. Da quel momento Mina prende il volo. Le balere di provincia cedono il passo ai primi dischi, e poi al primo passaggio televisivo, alle prime posizioni in hit parade, al primo festival di Sanremo, al primo film. A meno di due anni dal debutto, Mina è la ‘Tigre di Cremona’, secondo il soprannome coniato per lei da Natalia Aspesi. 

 

Giornali e giornalisti cominciano a occuparsi di lei, non sempre con toni benevoli, e nel ’61 subisce una delle rare incrinature del suo percorso artistico: data per favorita a Sanremo, arriva quinta con Le mille bolle blu. Il disco venderà tantissimo, ma da allora Mina rifiuterà gare e concorsi. Non ne avrà bisogno, del resto. 

 

Mina irrompe in tv e al cinema, tiene concerti in tutta Europa, ma anche in Giappone e in Sudamerica. Non la ferma neppure la censura: quando nell’aprile del ’63 Mina dà alla luce Massimiliano la Rai la ostracizza a lungo. Lei è nubile, il padre del bimbo, Corrado Pani, è formalmente sposato con un’altra donna. Il pubblico però è solidale con lei, l’Italia è meno bigotta di chi la dirige e anche Mina ha contribuito a darle una scossa, vivendo la sua vita con sincerità e coerenza. Anche quando ha deciso di ritirarsi dalle scene. 

 

A fermare i concerti alla Bussola, in quell’estate del ’78, fu un’infezione polmonare. Ma Mina su un palco non ci è più salita. Non è sparita, però. E non solo perché nel corso degli anni è stata spesso ‘avvistata’, ma soprattutto non ha mai lasciato la musica. Al suo indirizzo arrivano ogni giorno centinaia di demo e di cassette. Mina ascolta e sceglie, e non importa se sono di sconosciuti.

 

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25 Marzo 2015

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