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Lunedì 05 Dicembre 2016

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CREMONA

Dismissione inceneritore, impossibile ipotizzare date

Tensione in commissione ambiente iniziata tra le polemiche per il caso Zamboni

Dismissione inceneritore, impossibile ipotizzare date

La commissione Ambiente riunita a Cremona

CREMONA - E' iniziata tra le polemiche la commissione ambiente sull'inceneritore. Federico Fasani (Ncd) e Giorgio Everet (Fi) hanno chiesto all'assessore Alessia Manfredini se rispondono al vero le dichiarazioni di Federico Zamboni sulle pressioni. Lapidaria la risposta dell'assessore: "Confermo quanto dichiarato alla stampa ieri". Per quanto riguarda la dismissione dell'inceneritore, stando a quanto è emerso, non sarebbe possibile avere date precise. Il sindaco Gianluca Galimberti, infatti, nel corso della commissione iniziata alle 17.30 e conclusa poco dopo le 20, si è così espresso: "Sulla dismissione inceneritore abbiamo iniziato un percorso laico e non ideologico che si concluderà a ottobre quando il tavolo interno di Lgh completerà il suo lavoro". Il centro destra ha così avuto buon gioco nel contestare le "promesse fatte dal sindaco in campagna elettorale" relativamente a questo tema. Durante la seduta è emerso anche un ulteriore elemento importante: la divergenza di opinione sull'impianto di via San Rocco tra l'amministrazione comunale, Aem e Lgh.

 

Nel corso dell'incontro -  presenti oltre al primo cittadino e all'assessore alla partita anche l’assessore alle Risorse, Innovazione e Digitalizzazione Maurizio Manzi, l’amministratore delegato di Lgh Franco Mazzini e il direttore di Aem Gestioni Enrico Ferrari - sono state delineati il lavoro fatto, i dati acquisiti e le prossime mosse sul processo di decommissioning dell'inceneritore.

 

“Siamo in un’epoca caratterizzata da un trend nazionale, regionale e territoriale di diminuzione dei rifiuti prodotti - ha spiegato il sindaco - contemporaneamente, siamo di fronte ad un aumento al 70% di raccolta differenziata in città nel corso del 2015 con un calo stimato di Rur da smaltire, un correlato calo di rifiuti prodotti e una direzione precisa che è la tariffazione puntuale”. “L’inceneritore - ha continuato il sindaco - è di proprietà di Lgh, ovvero di cinque territori. L’impianto può bruciare un massimo di 70mila tonnellate annue di rifiuti che derivano dalla Rur, che secondo il trend è in calo, da rifiuti speciali o, con la normativa dello Sblocca Italia, da rifiuti provenienti da altre parti del paese. Su questo ultimo tema il Consiglio comunale si è espresso dando indirizzo preciso alla Giunta di descrivere al Governo le caratteristiche dell’impianto e di manifestare l’inopportunità di collettare rifiuti da altri territori. Ecco, dunque, le lettere inviate al Ministro all’Ambiente Galletti e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Altre caratteristiche sono l’efficienza dell’inceneritore, l’ammortamento e la manutenzione ordinaria e straordinaria sulla base dei parametri sempre più rigidi imposti dall’Unione Europea. Il problema della costruzione di una exit strategy dall’inceneritore è capire quanto costa: non solo quanto costa spegnerlo, ma anche quanto costa mantenerlo. Qual è il cammino in corso? Due tavoli di confronto: un tavolo regionale che da novembre si è riunito quattro volte ed esaurirà il proprio mandato entro il 15 settembre 2015 con un rapporto conclusivo entro il 31 dicembre 2015; un tavolo istituito in Lgh che si riunirà per la prima volta a fine mese e che terminerà il lavoro ad ottobre 2015. La questione è complessa e va studiata con tutta la competenza e la serietà possibili; uno studio commissionato da Lgh al Politecnico che verrà consegnato a metà maggio. Al termine di tutto questo lavoro avremo il quadro completo per definire le tempistiche opportune”.

 

La dirigente comunale del settore Sviluppo, Lavoro e Area Vasta Mara Pesaro ha illustrato i dati. In base al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, l’indice di efficienza energetica dell’impianto di Cremona è di 0,54 (E/min), dato che posiziona l’impianto di Cremona in Lombardia solo prima di Accam Spa di Busto Arsizio (0,427) e di Core Spa (0,51). Dati congrui con quelli di Arpa Lombardia del 2014: l’impianto di Cremona ha un’efficienza energetica di 0,55 più alta solo di Accam (0,38). “Il dato di efficenza energetica - ha spiegato il sindaco - è un parametro non burocratico, ma tecnico preciso e riassuntivo del funzionamento complessivo dell’impianto. Ecco perché lo abbiamo menzionato nelle lettere indirizzate al Governo. Proprio l’efficienza energetica è importante per considerare l’impatto ambientale”. Per quanto riguarda la produzione di energia, in particolare termica, l’inceneritore si posiziona, invece, nella parte alta della classifica regionale. Richiamata anche la delibera di Regione Lombardia del 13 marzo 2014 che definiva il caso di Cremona “un’esperienza pilota nel senso della valutazione funzionale al decommissioning selettivo”.

 

“In campagna elettorale - ha concluso il sindaco - abbiamo sempre fatto un’analisi a 360 gradi e abbiamo sempre ripetuto che era importante elaborare un serio piano industriale. Il percorso delineato va proprio in questa direzione. Un percorso laico, non ideologico che deve affrontare diverse questioni. Tra cui anche, e lo chiedo a tutti i consiglieri: siete d’accordo o no che l’inceneritore di Cremona colletti rifiuti da altri territori? L’amministrazione precedente ha avviato un percorso, questa amministrazione lo continua con due tavoli tecnici che stanno lavorando, per di più in confronto con gli altri territori. Alla fine del percorso potremo definire le tempistiche”.

 

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18 Marzo 2015

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