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Caso Zamboni, Manfredini: 'No pressioni, telefonate legittime'

Parla l'assessore all'Ambiente: 'Sono al centro di una polemica paradossale'

Caso Zamboni, Manfredini: 'No pressioni, telefonate legittime'

Alessia Manfredini

CREMONA - Parla Alessia Manfredini, adesso. E’ ‘accusata’ di aver fatto pressioni sull’ormai ex presidente di Aem Gestioni, Federico Zamboni, affinché non partecipasse alla commissione Vigilanza sul futuro dell’inceneritore. Politicamente, è un addebito pesante. E l'assessore all'Ambiente gioca all'attacco.

 

Manfredini parla - nell'intervista realizzata da Mauro Cabrini che sarà pubblicata su La Provincia di mercoledì 18 marzo - delle telefonate ritenute ‘di pressione’  e ne rivendica la legittimità: «È necessaria una corretta ricostruzione. Nelle ultime due settimane, tra me e il dottor Zamboni c’è stata una sola telefonata, durata 15 minuti e avvenuta nella mattinata del 5 marzo alle 10,30. La ricordo bene, anche se non l’ho trascritta su foglietti e ancor meno registrata. Non ho fatto alcuna pressione, ma solo un legittimo richiamo al buon senso ribadendo la posizione dell’amministrazione, chiara e non nuova nemmeno per il dottor Zamboni, sul futuro dell'inceneritore. Ho semplicemente e legittimamente chiesto di essere tutti presenti nello stesso giorno in commissione Vigilanza».

 

Alessia Manfredini sostiene anche di essere «al centro di una polemica paradossale, istituzionalmente offensiva e architettata strumentalmente sul nulla».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

17 Marzo 2015

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