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Colantuono sarà interrogato a Cremona

L'ex tecnico dell'Atalanta il 19 marzo davanti al pm Roberto di Martino

Colantuono sarà interrogato a Cremona

Stefano Colantuno

CREMONA - A Bergamo esonerato dall’Atalanta dopo quattro sconfitte consecutive. A Cremona indagato per frode sportiva nell’ultima fase dell’inchiesta sul calcio scommesse, il 19 marzo Stefano Colantuono sarà interrogato dal procuratore Roberto di Martino. Un interrogatorio richiesto dall’ex allenatore della Dea finito nell’indagine per un presunto «interessamento, con l’ex capitano Cristiano Doni, e il ds Gabriele Zamagna, alla  partita Crotone-Atalanta del 22 aprile 2011, finita 2-2. «Doni — scrive il procuratore di Martino nell’avviso di chiusura delle indagini — unitamente all’allenatore Colantuono, Zamagna e Santoni, concordava con il Crotone, squadra nella quale poteva contare sul portiere, poi nello specifico riserva, Concetti, un over con pareggio di comune utilità per le due squadre, che puntualmente si verificava con il risultato di 2-2».
Ad inguaiare Colantuono sono state le parole scritte da Cristiano Doni in una chat del  21 aprile 2011, poche ore prima di Crotone-Atalanta. Doni spiegava a Santoni di aver parlato anche con l’allenatore sulla presunta combine: «Robi glielo ha detto e pure io ho fatto capire che sarebbe meglio vincere, lo sa solo il mister. L’unica cosa è che se non siamo avanti a 20 dalla fine dobbiamo andare a Parigi», parola criptata che starebbe a significare pareggio.
Doni concludeva la conversazione con una frase riferita al portiere del Crotone:  «Tranquillo, ho fatto come prima di Modena. Dopo vado da Concetti e lo minaccio. Poi vado in Abruzzo con la Lamborghini e li inc...». In Calabria lo stesso ex capitano realizzò poi su punizione la rete del definitivo 2-2.
Per l’avvocato Marco De Luca, difensore di Colantuono, «le accuse sono frutto di un evidente equivoco». Quale, l’ex tecnico dell’Atalanta lo spiegherà nell’interrogatorio.
Intanto il procuratore di Martino due giorni fa ha di nuovo interrogato, per circa sette ore, il bolognese Manlio Bruni, ex commercialista di Beppe Signori e con lui indagato nella prima tranche dell’indagine sul calcio taroccato esplosa nell’estate del 2011. Bruni ha indicato almeno una ventina di partite, quasi tutte di A e B, «sospette» per essere state quantomeno al centro di trattative. In molti casi, però, si tratta di match lontani nel tempo, alcuni risalgono al 2009: un eventuale reato sarebbe estinto per prescrizione.
Nell’interrogatorio, Bruni si è soffermato a lungo sui rapporti tra Roberto Goretti, ds del Perugia Calcio, e Francesco Bazzani (entrambi indagati), quest’ultimo conosciuto nell’ambiente degli scommettitori con il soprannome di Civ. Ieri il procuratore di Martino ha sentito Giorgio Buffone, l’ex ds del Ravenna, anche lui coinvolto nel primo troncone dell’indagine. E’ stato lo stesso Buffone a richiedere l’interrogatorio.

11 Marzo 2015

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