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Domenica 11 Dicembre 2016

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CREMONA

Piccioni a Che tempo che fa

Il medico cremonese che ha perso la memoria è stato protagonista su Raitre rispondendo alle domande, mirate e giocate sul filo dell'ironia, di Fazio e Gramellini

Piccioni a Che tempo che fa

Pierdante Piccioni sul monitor tra Fazio e Gramellini

CREMONA - Avrà anche perso la memoria, ma a vederlo davanti alle telecamere e in diretta tv, al cospetto di milioni di spettatori, a dir poco è sembrato molto a suo agio. Pierdante Piccioni, il primario del Pronto soccorso di Codogno, cremonese di 56 anni, ieri sera è stato grande protagonista del programma Che tempo che fa, su Raitre. E ha risposto — brillante e sicuro — alle domande, sempre sul filo dell’ironia ma al tempo stesso mirate — della coppia Fazio — Gramellini.

 

Dieci minuti a tambur battente, in cui il dottor Piccioni — che in questi giorni è ricercatissimo dai media nazionali e internazionali — ha offerto una prestazione da campione. «La prima reazione è stata uno choc — ha detto in apertura Piccioni — Mi sono guardato allo specchio e mi sono spostato, perché non mi riconoscevo, guardavo se lo specchio era difettoso».

 

Ma come ha saputo di essere primario?, ha chiesto Gramellini. «Le persone che venivano a trovarmi — ha risposto il medico — mi dicevano molte cose belle, ma a me non tornavano. Ho cominciato a scrivere tutto. Mi sono rimesso a studiare, come avevo sempre fatto in passato».

 

Gramellini ha anche spostato l’attenzione sullo stato depressivo che, ad un certo punto, ha investito Piccioni. «Il problema non era tanto riprendere la parte scientifica — ha spiegato il primario — ma riflettere su tutte le emozioni, belle e brutte, che non ricordavo e che — di fatto — mi ero perso. Ma soprattutto lo choc più grande è stato un altro. Un giorno mi hanno presentato due giovanotti giganteschi e barbuti: mi hanno detto che erano i miei figli. Che fine avevano fatto, dodici anni dopo, i bambini che avevo e che ricordavo?».

 

Fazio e Gramellini hanno scherzato sulla lira e sull’euro, sulle cose accadute in giro per il mondo. «Ma lei — ha chiesto Gramellini — si è sorpreso di più che i suoi figli avessero la barba o che a Berlusconi fossero cresciuti i capelli? Come ha vissuto la storia che la Juve nel 2006 era stata in seri B? E’ rimasto più sorpreso nello scoprire che in America c’è un presidente nero o che a Roma ci sono due papi?». «Guardi — ha risposto Piccioni — da cattolico direi che mi ha colpito di più la storia dei due papi».

 

Poi, la domanda conclusiva: ci consiglierebbe o no di perdere la memoria? «Oggi ci scherzo su e direi di sì — ha concluso Piccioni — Però se penso a come sono stato trattato, dico che la disabilità e dura. La memoria è una delle funzioni superiori dell’uomo: siamo quello che ricordiamo».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

08 Marzo 2015

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