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CREMONA

Detenuto brucia un materasso, fiamme in una cella

Ancora un episodio di tensione all'interno delle mura del carcere cittadino

Detenuto brucia un materasso, fiamme in una cella

Il carcere di Cremona

CREMONA - Ancora tensione nel carcere di Cremona. Un detenuto ha dato fuoco ad un materasso all'interno della propria cella. Il penitenziario torna così al centro delle cronache dopo la rissa tra detenuti [LEGGI] nei giorni scorsi e il tentativo di un altro ristretto di colpire un poliziotto penitenziario con del liquido bollente [LEGGI].

 

“Un detenuto romeno ha dato fuoco ad un materasso in cella: subito è intervenuto il collega della Polizia Penitenziaria che ha fatto uscire il detenuto dalla cella, spingendo fuori anche il materasso e scongiurando così conseguenze più gravi”, ha raccontato Donato Capece, segretario generale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). “Poi lo stesso detenuto ha reagito nei confronti dell'agente con offese e sputi. Non solo Un altro poliziotto penitenziario si è punto ad un dito durante perquisizione ordinaria con una macchinetta tatuaggi e ora è comprensibilmente in forte stato di ansia per l’accaduto. Si tenga conto che nel carcere di Cremona mancano anche i guanti in lattice e tutto ciò che occorrerebbe per operare in sicurezza”.

 

Martedì i vertici regionali del Sappe - il neo segretario regionale Alfonso Greco ed il segretario nazionale lombardo Franco Di Dio - incontreranno a Cremona i vertici locali del SAPPE. “I problemi a Cremona ci sono, come in ogni penitenziario, ed è sbagliato affrettarsi a sminuire quel che è accaduto nei giorni scorsi. Non ha alcun senso. Certo deve fare riflettere seriamente se un carcere come Cremona, con una media di 300/350 detenuti presenti in media, ha un numero di tentati suicidi e di episodi di autolesionismo dei ristretti più alto rispetto a carceri con un numero significativamente più alto di detenuti presenti, come ad esempio quelli milanesi. Chiedere una ispezione ministeriale vuol dire dare tutele e maggiori garanzie a coloro che in carcere lavorano nella prima linea delle sezioni detentive, ossia i poliziotti penitenziari”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

27 Febbraio 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/02/28 - 07:07

    Se stava coricato sul materasso faceva un favore alla comunità

    Rispondi

  • enrico

    2015/02/27 - 19:07

    Ma forse era meglio lasciarlo dentro col materasso.

    Rispondi

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