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Lunedì 05 Dicembre 2016

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CREMONA

Bambini plusdotati, ecco come aiutarli

L’appuntamento volto a sostenere scuola e famiglie nel riconoscere gli studenti con doti cognitive superiori alla media

Bambini plusdotati, ecco come aiutarli

CREMONA - La scuola che non solo aiuta chi è in difficoltà, ma si applica per far fruttare i talenti e valorizzare i bambini maggiormente dotati. E’ questo il bel segnale, lanciato nell’ambito del convegno Plusdotazione: esisto anch’io, organizzato da Ricerca Intervento, Step-Net, Eris, Phronesis, il Provveditorato e il supporto del Rotary Club Soresina. L’incontro presso l’aula magna del Ghisleri è il primo atto della nascita di una rete di scuole coordinata dal Comprensivo di Vescovato, diretto da Palmiro Carrara che si impegneranno a valorizzare i bambini superdotati. Faranno parte della rete di scuole i comprensivi Cremona 1 e Cremona 4, il comprensivo di Castelverde, Montodine e il Marconi di Casalmaggiore.

 

Dopo i saluti del sindaco Gianluca Galimberti e del provveditore Francesca Bianchessi è spettato a Palmiro Carrara spiegare le caratteristiche del progetto, La scuola educa il talento, volto ad arricchire le competenze degli insegnanti nel riconoscere i bambini plusdotati attraverso la collaborazione con l’università di Pavia e il LabTalento. A spiegare la realtà di bambini plusdotati, ovvero con doti cognitive superiori alla loro età è stata Maria Assunta Zanetti del LabTalento dell’ateneo pavese fornendo una panoramica del fenomeno che vede il fenomeno interessare soprattutto elementari e medie, i casi che maggiormente emergono sono quelli dei bambini ma —ha spiegato Zanetti: «non è una questione di genere. Le bambine si adeguano di più dei maschi. Il rischio è che bambini con capacità di apprendimento elevate vengano penalizzati per comportamenti considerati non idonei alla convivenza scolastica, ma che spesso scaturiscono da un disagio, dalla noia».

 

E dalla disanima condotta da Zanetti emergono non solo le potenzialità di bambini plusdotati ma anche le loro fragilità legate alle relazioni fra pari, al rapporto con i docenti. Da questi aspetti è emersa la necessità della scuola di attrezzarsi per riconoscere i casi di bambini superdotati, aiutare i docenti a sviluppare programmazioni individualizzate che aiutino e valorizzino i bambini che hanno maggiori facilità nell’apprendere, così come abitualmente si opera per aiutare chi si trova in difficoltà.

 

A Roberta Renati del Centro Phronesis Fondazione Eris di Milano è spettato poi il compito di spiegare come riconoscere e sostenere l’a lt o potenziale. Dopo il coffee break hanno portato la loro esperienza i ragazzi gifted: Viviana Castelli, Antonella Torriani, Simona Spinelli. Plusdotazione: esisto anch’io ha rappresentato un momento di confronto importante per una scuola che si impegni nel riconoscere i talenti, che sia inclusiva in tutte le direzioni, che tuteli chi è in difficoltà come chi ha doti e competenze fuori dal normale. Il progetto: La scuola del talento vuole offrire ai docenti e all’istituzione scolastica conoscenze e competenze per individuare, valutare insieme agli esperti e alle famiglie i casi di bimbi plusdotati e operare per un loro benessere scolastico.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

13 Febbraio 2015

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