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Domenica 11 Dicembre 2016

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SOSPIRO

L'esempio di Gianluca è nelle mani del Papa

Il libro con la testimonianza del 20enne stroncato dalla malattia è stato consegnato mercoledì 11 febbraio a Francesco

L'esempio di Gianluca è nelle mani del Papa

La consegna del libro a Papa Francesco

ROMA - L'esempio di Gianluca Firetti, il 20enne di Sospiro morto lo scorso 30 gennaio dopo una malattia [LEGGI] è nelle mani di Papa Francesco. Il libro - 'Spaccato in due. L'alfabeto di Gianluca' - scritto a quattro mani con don Marco D'Agostino è stato consegnato mercoledì 11 febbraio al Pontefice. Ecco il racconto dellal giornata scritto dal sacerdote.

 

Partenza dal seminario di Cremona a mezzanotte. Destinazione: Roma, via Aurelia 796, studi di TV2000. Obiettivo: raccontare la storia di Gianluca e soprattutto il suo testamento umano e cristiano, il testo scritto a quattro mani ed edito da San Paolo (prima edizione esaurita e oggi inizia la tiratura della prima ristampa ndr) che sarà presentato in seminario venerdì prossimo alle 18.

 

La giornata romana ha tre tappe significative. Alle 9, dopo aver superato i cancelli presidiati dalle guardie svizzere e la gendarmeria vaticana, gli amici di Gian – i ‘bananari’, come li chiama lui scherzosamente nel libro, dai quali, com’è scritto a pagina 49, «ha saputo tirar fuori da ciascuno di loro il meglio» – incontrano il cardinal Angelo Comastri, vicario generale di Papa Francesco per lo Stato Vaticano. Incontro semplice, genuino, paterno. Il cardinale chiede di Gian, della sua vita, della sua malattia e morte. Lui lo conosce indirettamente perché si era impegnato, il 18 dicembre scorso, affinché la lettera del giovane sospirese arrivasse dritta sulla scrivania del Papa. E alla sera dello stesso giorno il segretario del Papa aveva telefonato a Gian. «Gian è in cielo – dice il cardinale – e noi abbiamo molto da imparare dai giovani malati». Ascolta i ragazzi con interesse. «Gian è stato veramente un giovane speciale. Un credente. Un santo» racconta Valentina Righetti, amica d’infanzia di Gian.

 

Il secondo momento è sul sagrato della Basilica di San Pietro. Il cardinale fa accompagnare il gruppo vicino al palco da dove il Papa tiene l’udienza generale. Nella festa della Vergine di Lourdes risplende un sole meraviglioso: sembra che Gian illumini con la sua vita e con la sua presenza anche la splendida mattinata. Dopo aver ascoltato un brano tratto dal profeta Isaia Papa Francesco Bergoglio richiama con forza e dolcezza che se non si onorano i genitori e se i genitori non stanno davanti ai figli come esempi non ci sarà futuro nella società”. Ai presenti sono venuti in mente i momenti difficili e duri, gioiosi e di grande intensità vissuti con la famiglia di Gianluca: papà Luciano, mamma Laura, il fratello Federico e gli altri parenti e amici che ruotavano intorno alla sua vita e alla sua malattia. Poi ha cominciato i saluti. E’ sceso dai gradini sulla piazza e sembrava allontanarsi dalla postazione dove ci si trovava. Infine è risalito, dalla parte dove erano seduti gli amici di Gian che tenevano stretto – secondo quanto detto da Comastri – il libro “Spaccato in due. L’alfabeto di Gianluca”. Il Papa, salutando i malati, uno per uno, si è avvicinato sempre di più al libro. Si è avuta la sensazione che si realizzassero le parole di Gian: “Se potessi andare a Roma, se potessi vedere il Papa gli direi…”. Da quel sentimento era nata l’idea della lettera a Papa Francesco. Il Papa si è fermato. Ha preso il libro di Gian fra le mani, gli ha dato una rapida occhiata, ha sorriso. Gian è riuscito nel suo intento. Entusiasmo a mille e soddisfazione grande perché il Papa ha potuto almeno vedere lo scritto.

 

Terzo e ultimo momento dell’intensissima giornata è la trasmissione “Siamo noi”, in diretta su TV2000 alle 15,30, condotto da Gabriella Facondo e Massimiliano Niccoli. Nella Giornata mondiale del malato viene raccontata - come prima testimonianza - l’esperienza di Gianluca. A raccontarla sono io, amico e coautore del libro insieme a Gian. “Gian è stato per me motivo quotidiano di conversione – ha commentato don Marco davanti ai teleschermi . Ogni volta che andavo a trovarlo era come sfogliare il Vangelo”. La testimonianza del vicerettore del Seminario è stata ampliata da quella dei ragazzi che erano con lui e ha avuto anche tratti commoventi, per un ricordo autentico di un giovane che, proprio negli ultimi mesi della sua vita, ha saputo vivere e interiorizzare il Vangelo in una sintesi davvero unica. Il libro “Spaccato in due. L’alfabeto di Gianluca” (San Paolo Editore, € 12,00) è una sorta di testamento spirituale di Gian e le centinaia di messaggi di persone che l’hanno già letto – adolescenti e giovani, adulti e anziani, genitori e non – testimoniano che, “se metti gli occhi su quel libro apre a metà, interroga e chiede un esame di coscienza che non è possibile evitare”. Gianluca ha questo effetto veramente dirompente.

 

Per questo la sua storia sarà raccontata anche giovedì 12 febbraio a mezzogiorno nel programma “Ore12” di Cremona 1 e venerdì 13, alle 18, in Seminario, “Fili di speranza”, momento di riflessione (con video e testimonianze, musica e immagini) sull’esperienza del dolore e della fede in Gian. Un modo concreto perché – come si legge nel libro – “è questione di prospettiva. L’osteosarcoma credeva di portar via tutto a Gian e, al contrario, gli ha donato molto di più”. Lui ora ha terminato la sua violenza. Gian, al contrario, vive in tutti e il suo ricordo e la sua parola incidono e cambiano il cuore.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

12 Febbraio 2015

Commenti all'articolo

  • marzia

    2015/02/15 - 09:09

    Una storia davvero bellissima e commovente comprerò sicuramente il libro di Gianluca

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