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CREMONA

Lago di reflui scoperto dai forestali, denunciato un allevatore

A San Savino una vasta porzione di terreni agricoli sommersa da una coltre di liquami maleodoranti

Lago di reflui scoperto dai forestali, denunciato un allevatore

L'allevamento di San Savino

CREMONA - Una lago di reflui zootecnici (liquami maleodoranti che ricoprivano una vasta porzione di terreni agricoli) è stato scoperto a San Savino dagli uomini del corpo forestale dello Stato. Il titolare dell'allevamento, un bresciano di 40 anni, è stato denunciato.

 

La scoperta risale ai giorni precedenti la nevicata. Una pattuglia dei forestali di Cremona guidata dall’ispettore superiore scelto Gian Angelo Dal Bianco ha accertato che su terreni nelle vicinanze di una stalla di bovini da rimonta in località San Savino era stata effettuata una utilizzazione non conforme di effluenti di allevamento. Ciò che ha indotto gli agenti ad intervenire prontamente è stata la vastità dell’area agricola sommersa da una coltre liquida di liquami maleodoranti, abbondantemente presenti anche in colatori adiacenti l’appezzamento. Ad aggravare il danno ambientale la condizione di vulnerabilità ai nitrati dell’area in questione e lo stato di saturazione idrica dei terreni.

 

Secondo i forestali le evidenze fisiche riscontrate denotavano il chiaro intento di disfarsi del materiale organico il cui contenimento all’interno delle vasche di raccolta aziendali era divenuto problematico; vige infatti il divieto posto dalle norme comunitarie, recepito da quelle nazionali e regionali, di spandimenti nel periodo invernale coincidente di norma con elevate precipitazioni e basse temperature. Queste condizioni critiche riducono o annullano l’attività di degradazione degli inquinanti da parte dei microrganismi del terreno, con la conseguenza del loro passaggio negli strati più profondi del suolo e nella falda idrica.

 

Il titolare dell’allevamento B.M. - nato a Brescia nel 75 - è stato deferito alla autorità giudiziaria per violazione del Testo unico ambientale. Il suo PUA (Piano di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento) presentato alla Provincia risaliva al 2011 e non era più stato aggiornato.

 

“Alla luce di recenti studi di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è in corso una revisione delle norme sulla gestione dei liquami zootecnici che sembra andare incontro alle esigenze degli allevatori – afferma Gianni Rainieri, comandante provinciale della forestale – ma certamente fatti come quelli accertati a San Savino non sono ambientalmente tollerabili”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

11 Febbraio 2015

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