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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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CREMONA

Torrisi (Siap), lettera al sindaco: 'Si faccia promotore di progetti che in futuro evitino analoghe violenze'

Torrisi (Siap), lettera al sindaco: 'Si faccia promotore di progetti che in futuro evitino analoghe violenze'

CREMONA - Con una lettera indirizzata al sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, Giuseppe Torrisi, segretario provinciale del Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia), ha voluto esprimere un ringraziamento per la vicinanza e la solidarietà dimostrata dalle forze dell'ordine e, nel contempo, mettere in chiaro alcuni punti relativi  agli scontri di domenica 18 gennaio e al corteo trasformatosi in guerriglia di sabato 24 gennaio.

 

"Signor Sindaco, Le sono grato per avermi permesso oggi di condividere alcune riflessioni in merito ai fatti che sono venuti a compimento nei giorni passati. Mi è d'obbligo - per conto della segreteria provinciale del Siap e degli operatori della Polizia di Stato del capoluogo cremonese - iniziare questo intervento rivolgendo a Lei, ai membri della Sua Giunta e di questo Consiglio comunale ed alla stragrande maggioranza dei Cittadini cremonesi un vivo ringraziamento per le preziose manifestazioni di sostegno alle Forze dell'Ordine qui recentemente impegnate in una complessa attività di tutela dell'Ordine e della Sicurezza pubblica. Una difficile attività che, oltre a richiedere un considerevole sforzo da parte di Tutti, ha permesso di apprezzare l'apporto dei Suoi Collaboratori della Polizia Locale, anch'essi impegnati nell'apparato predisposto per la salvaguardia dell'Ordine e della Sicurezza Pubblica. Sono stati giorni di lavoro difficili e particolarmente impegnativi, su cui si è sentito e letto tutto ed il contrario di tutto. Non vi è dubbio che, proprio in funzione a specifici fattori (pubblicità, impatto emotivo, ruolo rivestito, ecc.), talune affermazioni abbiano assunto rilevanze talmente serie da ingenerare nell’Opinione Pubblica infondate e pericolose convinzioni. Lontano dal voler ulteriormente incrementare l’effervescente dibattito già in corso, tuttavia, onestà intellettuale e funzioni oggi rivestite mi obbligano a non rimanere silenzioso spettatore. Uno spettatore sotto certi aspetti singolare, poichè devo far coesistere diritti, doveri e responsabilità di sindacalista, di poliziotto, di cittadino e di padre. Come passionale sindacalista – a mezzo servizio – sempre pronto a salvaguardare i già esigui diritti della Categoria, a cercare con coerenza di rendere le Istituzioni più efficienti e funzionali nei fatti e non solo a parole, a colmare quell’immotivato divario fra Pubblica Amministrazione e Cittadini mi sono sentito ferito ed offeso per come il sancito diritto di manifestare sia stato ignobilmente insudiciato da taluni individui e dalle loro vergognose condotte che nulla hanno a che fare con Chiunque abbia avuto e continua ad avere intenzione di scendere in piazza per rendere pubblico il proprio deciso dissenso".

 

"Come uomo dello Stato, con oltre 35 anni di attività investigativa, da sempre abituato a rapportarsi e collaborare pressoché quotidianamente in proficua sintonia con altri Servitori dello Stato ho affrontato insieme ai miei Colleghi - seguendo le direttive impartite Superiormente - ogni singolo evento dei giorni passati con massima attenzione, rigoroso impegno professionale, ferma compostezza e determinazione affinchè fosse sempre e comunque salvaguardata innanzitutto l'incolumità fisica delle persone coinvolte (dagli occasionali spettatori ai manifestanti) compreso le Forze dell'Ordine impiegate. Vi sono tanti modi per analizzare a posteriori un qualunque fatto ostile della nostra vita quotidiana. Un serio investigatore, però, non si può permettere alcuna distrazione affinchè i responsabili di qualsiasi evento critico siano prontamente individuati e deferiti all'Autorità Giudiziaria. E' stato riferito che nel tardo pomeriggio del 18 gennaio scorso, a margine di un consueto incontro calcistico, una persona era stata gravemente ferita a seguito di un deprecabile episodio tutt’ora oggetto di accurate indagini di polizia giudiziaria volte a comprendere la dinamica dei fatti accaduti ed individuare le singole responsabilità delle persone coinvolte. Nel frattempo, la reazione politica è stata immediata, sono state presentate interpellanze parlamentari e - non solo Cremona - si sono svolti presidi per condannare l'episodio e per preparare nella nostra città una manifestazione nazionale in solidarietà della vittima. La grande partecipazione di Chi voleva esercitare il proprio diritto di manifestare ad un corteo dichiarato dagli organizzatori "autogestito", purtroppo, è stata ostacolata da Chi aveva ben altri obbiettivi assai meno nobili. Un numero relativamente ristretto di soggetti con scopi e finalità precise, senz'altro diverse dagli altri manifestanti. Un corteo formato da parlamentari, ex parlamentari, rappresentanti politici e sindacali locali ed anche da donne, bambini e persone diversamente abili. Un manipolo di violenti che non ha esitato a danneggiare - senza alcun apparente motivo - anche la sede dei nostri preziosi Colleghi della Polizia locale. Lasciando ad Altri la libertà di giudizio su quanto accaduto, per i cosiddetti Addetti ai lavori il bilancio finale dei danneggiamenti è stato senz'altro largamente compensato dalla tenuta complessiva dell'Ordine Pubblico, dalla limitazione dei danni che potevano essere ben maggiori e soprattutto dall'assenza di feriti. Come già accennato per l'episodio accaduto il 18 gennaio scorso, anche i disordini avvenuti il 24 gennaio scorso sono tutt’ora oggetto di accurate indagini di polizia giudiziaria - non solo cremonese - volte ad individuare le singole responsabilità delle persone coinvolte. Un'attività particolarmente difficile e complessa per l'analisi del considerevole materiale documentativo raccolto nell'immediatezza dei fatti dagli investigatori e dall'eccellente collaborazione di tanti cittadini cremonesi. Infine, come Cittadino che dialoga con altri Cittadini che hanno dovuto subire le follie successe sabato 24 gennaio, non posso che rimanere costernato e preoccupato. Mentre nel piazzale della Croce Rossa ci si preparava a manifestare, nelle vie del centro si chiudevano le attività commerciali. Ricordo un singolare servizio televisivo che mostrava il consistente concentramento di Forze di Polizia (forse mai visto a Cremona) ed alcune vie deserte del nostro centro cittadino in cui si udiva solo l'abbaiare di un cane".

 

"Il giorno dopo, mentre mi accingevo a ritornare in ufficio, un'anziana donna mi confidava "nessun atto riparatorio, nessun risarcimento, nessuna scusa potrà cancellare quanto tristemente fatto alla nostra tranquilla città di Cremona". I latini dicevano che dove esiste l'uomo c'è lo Stato, dove esiste lo Stato esiste la legge e la libertà di Ognuno consiste nel fare ciò che la legge permette. Un conto è manifestare con acceso vigore il proprio dissenso, tutt'altro è devastare ogni cosa dando sfogo a recondite inquietudini. Questi sono i fatti, e anche nella vita politica che spesso si alimenta di tante e troppe parole, in questo caso i fatti sono pietre e contano più di ogni considerazione. Sono certo che su questo tema non esistano problemi di differenze politiche. Concludo il mio intervento rinnovando a Lei, signor Sindaco - come poliziotto - un sentito ringraziamento per la manifestata vicinanza a tutti Coloro che, in prima linea, hanno dovuto contenere un'ingiustificata brutalità ed invitandoLa - come Suo Concittadino - a farsi da subito promotore di progetti che evitino in futuro altre analoghe situazioni, poichè tali comportamenti violenti - da qualsiasi soggetto provengano - non possono appartenere alla nostra Cremona".

09 Febbraio 2015

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