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Lunedì 05 Dicembre 2016

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CREMONA

Battaglia Dordoni - Casapound, le reazioni: interrogazione parlamentare di Bordo

I tifosi della Cremonese prendono le distanze

Battaglia Dordoni - Casapound, le reazioni: interrogazione parlamentare di Bordo

Via Mantova a Cremona presidiata

CREMONA - La battaglia a colpi di spranghe, andata in scena nel tardo pomeriggio di domenica 18 gennaio tra via Mantova e ex Foro Boario, tra esponenti del centro sociale Dordoni e di Casapound ha inevitabilmente scatenato una serie di reazioni arrivando fino in Parlamento con un'interrogazione al ministro dell'Interno Angelino Alfano da parte del senatore di Sel Franco Bordo.

 

"Domenica 18 gennaio, intorno alle 18:30, un gruppo di militanti appartenenti all’organizzazione neofascista di Casapound - riporta il testo dell'interrogazione a firma di Nicola Fratoianni e Daniele Farina, oltre che del cremasco Bordo -  hanno assaltato la sede e aggredito gli esponenti del centro sociale Dordoni di Cremona. In seguito alla aggressione, un uomo, esponente del centro sociale Dordoni è in ospedale in condizione gravissime, tanto che si teme per la sua vita; Secondo le ricostruzioni, sarebbe stata sfruttata l'occasione della partita di calcio Cremona-Mantova per una azione chiaramente politica: una sorta si spedizione punitiva nei confronti degli esponenti del Dordoni; I testimoni dell’accaduto riportano la presenza di circa 50 militanti neofascisti, provenienti da diverse città (Cremona, Parma Brescia) e capitanati dal coordinatore provinciale di Casapound, Gianluca Galli. Una tale ricostruzione dei fatti avvalorerebbe l’idea per cui l’assalto al Dordoni non sarebbe il frutto di scontri estemporanei, ma il risultato di una azione organizzata e pianificata da tempo, usufruendo della contestualità della partita di calcio per muovere i gruppi neofascisti dalla provincia a Cremona; Se il Ministro è conoscenza dell’accaduto - chiedono gli onorevoli - quali iniziative urgenti intenda adottare per impedire che continuino impunemente le aggressioni di stampo neofascista, ad opera di appartenenti all’organizzazione Casapound, nei confronti di persone o luoghi non rispondenti all’ideale politico della suddetta organizzazione. Quali iniziative urgenti per impedire che nella città di Cremona a causa della presenza di Casapound, come già avvenuto in passato, venga messa a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Se non ritenga che i fatti avvenuti a Cremona impongano di valutare con attenzione la rispondenza dell’organizzazione neofascista Casapound con i principi della Costituzione italiana".

 

Su quanto accaduto in via Mantova ha fatto sentire la sua voce anche l'Anpi di Cremona: "In merito al grave episodio verificatosi a Cremona nella serata di domenica, l'Anpi, nel condannare con fermezza qualunque tipo di violenza, ribadisce ancora una volta la propria netta opposizione nei confronti dell'esistenza in città di gruppi e organizzazioni fasciste, poichè ritiene che la loro stessa presenza sia una forma di provocazione che in numerose occasioni si è rivelata fonte di violenza. Per noi la Costituzione e le leggi della Repubblica, nonchè numerose e documentate sentenze definitive della magistratura, parlano chiaro; quindi nessuno spazio, nè fisico nè culturale, nè pubblico nè privato, a organizzazioni razziste e fasciste. Per questo l'Anpi, mentre si augura che le condizioni della persona gravemente ferita migliorino al più presto, chiede alle forze che tutelano l'ordine pubblico, più volte da noi sensibilizzate al riguardo, che si provveda a chiudere le porte della città alle organizzazioni neofasciste".

 

"Il Comitato Acqua Pubblica del territorio Cremonese  - scrive il rappresentante Giampiero Carotti - stringe in un abbraccio collettivo tutti i compagni, le compagne, i fratelli e le sorelle del csa Dordoni di Cremona e in particolare Emilio, in questo momento in coma in terapia intensiva, vittima di una feroce aggressione fascista. Il Comitato Acqua si batte per una società basata sui diritti e sul rispetto delle persone e proprio su questa strada ha trovato il Comitato Antisfratto, fiorito all’interno del csa Dordoni, formato da meravigliosi ragazzi e ragazze che si preoccupano per l’altro e agiscono concretamente ogni giorno per difenderlo da una visione del mondo basata sulla violenza sociale dei rapporti economici. Altri conoscono un solo modo di fare lotta politica: l’eliminazione fisica e violenta dell’avversario, principale mezzo che il fascismo ha sempre utilizzato per affermare la propria ideologia, che benissimo si sposa con la diseguaglianza eletta a sistema dai mercati poiché entrambe prosperano sulla diseguaglianza. Noi vogliamo una società in cui la lotta sia politica e di idee: non ci può essere spazio in tutta la nazione (non solo a Cremona) per organizzazioni che approfittano in modo vergognoso della crisi per rigettare la gente nel baratro del fascismo, da cui solo con una lotta mondiale di liberazione si è riusciti a uscire. Questo 2015, settantesimo della Liberazione, sia anche l’anno della Liberazione dell’Italia dal neofascismo". 

 

Parole di condanna anche da parte del Psi cremonese: "Nel rilevare un preoccupante clima politico di tensione - osserva Paolo Carletti - il PSI cremonese condanna l'azione violenta dei membri di una odiosa organizzazione neofascista al centro sociale Dordoni. Pur non condividendo idee e mezzi che caratterizzano l'autonomismo operaio del centro Dordoni, noi socialisti sappiamo bene le differenze che corrono tra i componenti del centro sociale Dordoni e i fascistelli di casapound, pertanto lasciamo ad altri le generiche condanne ad ogni tipo di violenza e la ricerca di chi ha scagliato la prima pietra, prendendo posizione chiara al riguardo".

 

E i tifosi grigiorossi della Curva Favalli si dissociano. "Con queste poche righe i gruppi della tifoseria organizzata vogliono dissociarsi nella maniera più completa dai fatti accaduti ieri nel post-partita nei pressi del centro sociale Dordoni, in via Mantova. Sono bastate poche ore per leggerne di tutti i colori sia su internet, che sulla carta stampata, ma solo la fatalità ha voluto che le tensioni tra gli autonomi e Casapound scoppiassero nei pressi dello stadio Zini. Non vogliamo entrare nel merito su chi abbia ragione o su chi abbia torto perchè non è compito nostro, ma, tanto per essere chiari, la Curva Sud Erminio Favalli non è, non è mai stata e non sarà mai politicizzata come invece qualcuno si ostina a scrivere. Non esistono tra noi spaccature di matrice politica, nè coinvolgimenti verso l'una o verso l'altra fazione, come non esiste alcun coinvolgimento per i Nostri fratelli di Reggio Emilia o di Vicenza, Nostri ospiti per seguire la gara contro il Mantova. Lo stadio è luogo di aggregazione, dove si trovano spalla a spalla l'avvocato e il muratore, il rosso, il nero e il moderato, e dove l'unica - e ribadiamo, l'unica - fede è quella per i colori grigiorossi, che indossiamo e che portiamo con fierezza in giro per tutta Italia. Per questo prendiamo nettamente le distanze da quanto si legge sul nostro conto e dagli scontri di ieri, quel mare di fango che qualcuno sta buttando sulla Nostra curva, simbolo di una fede incrollabile che mai sarà mai dipinta di colori diversi dal grigiorosso".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

 

19 Gennaio 2015

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