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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CREMONA

Il consiglio comunale costa 75mila euro

Dopo gli stipendi del sindaco e degli assessori, via libera ad altri due stanziamenti

Il consiglio comunale costa 75mila euro

CREMONA - Costi della politica sempre in primo piano in questo inizio di nuovo anno. Dopo il sì ai compensi di sindaco e assessori, è arrivato a ruota il via libera all’indennità di funzione del presidente del consiglio comunale, Simona Pasquali, e del gettone di presenza dei consiglieri. Per la prima sono stati confermati 2.840 euro lordi al mese (quanto percepisce un componente di giunta), per gli altri 60,30 euro a seduta (consiglio e commissioni). In tutto, nel 2015 si spenderanno 75 mila euro.
Come ricorda il direttore del Settore economico finanziario, Paolo Viani, nel suo atto, nel 2005 sono stati ridotti del 10 per cento, come previsto dalla legge, gli stanziamenti per l’emolumento del presidente dell’assemblea del Salone dei Quadri e il bonus dei consiglieri. «In attesa – si continua nel documento comunale – del decreto del ministero che definirà» l’ammontare delle due somme, «si rende necessario confermare» quanto in vigore da quell’anno.
Oltre al gettone per ognuno dei loro componenti, i gruppi consiliari hanno a disposizione un budget - 8 mila euro circa annui - con cui pagare le loro attività politiche (in passato questi risorse sono state spese per lo più acquistare telefonini, schede e tablet). Sul tavolo ci sono una mozione della Lega Nord (Alessandro Carpani e Alessandro Fanti) e una della Lista Obiettivo Cremona con Perri (Andrea Sozzi) con le quali si propone di rinunciare a quella somma per destinarla a scopi sociali. Alle famiglie in difficoltà, chiedono i lumbard, e al servizio che si occupa dei minori disabili, caldeggia la ‘civica’ del centrosinistra. Il Carroccio va oltre spingendo perché, in parallelo con la riconversione del fondo dei gruppi, si tagli del 33 per cento il gettone dei consiglieri e, secondo la stessa misura, il compenso del presidente del consiglio comunale. Non fa troppo ben sperare un precedente: durante l’ultimo consiglio prima di Natale, è stato chiesto ai rappresentanti di partiti e liste di impiegare il gettone a favore delle persone che, trovandosi in condizioni di oggettiva difficoltà, non riescono a pagare le bollette di luce, acque e gas. Molti dei presenti hanno accolto l’invito ma c’è anche stato chi ha gettato nel cestino il modulo da compilare per acconsentire alla proposta.
Tornando ai compensi, per quelli della giunta si spenderanno, nel 2015, 338 mila euro. Si va dalla busta paga del sindaco Gianluca Galimberti (4.260 euro lordi al mese) a quelle degli assessori (2.698, sempre lordi). Uno dei primi atti di Galimberti subito dopo il suo insediamento in municipio è stato tagliarsi, del 10%, lo stipendio e lo stesso hanno fatto, con una riduzione media del 5%, gli assessori. Un discorso a parte per il vicesindaco, Maura Ruggeri, che ha rinunciato alla quota in più spettante al numero due della giunta e si è accontentata della retribuzione da assessore: l’‘assegno’ pieno è di 3.500 euro. «I risparmi ottenuti dalla riorganizzazione della ‘macchina’ comunale e dai tagli della parte politica – hanno rivendicato il primo cittadino e la sua squadra – ammontano a 558 mila euro all’anno».

10 Gennaio 2015

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