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#JESUISCHARLIE

Manifestazione a Cremona, Galimberti: 'Uniti da un comune destino'

In cortile Federico II solidarietà alla Francia dopo la strage di Parigi

Manifestazione a Cremona, Galimberti: 'Uniti da un comune destino'

La manifestazione di solidarietà per la strage in Francia a Cremona

CREMONA - "Oggi idealmente accanto alle bandiere italiane abbiamo quelle della Francia e dell’Europa". Così il sindaco Gianluca Galimberti ha iniziato il proprio intervento nel corso della manifestazione - organizzata in contemporanea a quella di Roma “Je suis CHARLIE” indetta dalla Federazione nazionale della Stampa e dall’associazione Articolo 21 -  di solidarietà per la strage di Parigi: 12 morti dopo l'assalto alla sede del giornale Charlie Hebdo.

 

"Siamo uniti, infatti, da un come destino. Ci sentiamo  - ha proseguito il sindaco di Cremona in cortile Federico II - concittadini delle persone uccise e delle loro famiglie. Oggi più che mai, dobbiamo raccontare un nuovo incontro tra i popoli che si costruisce a partire dai territori, che combatte questo odio vigliacco, stupido, atroce. Ho pensato al significato di una matita contrapposto a quello del fucile: significa che le parole, le idee, il pensiero possono cambiare la storia. Questo solo se le parole contengono verità se sono piene di desiderio e di incontro, se costruiscono ponti. Alla violenza si risponde con relazioni tra le persone, con le parole che sanno costruire interazioni leali, vere e serie, con le matite. Oggi più che mai abbiamo bisogno di parole che contengono umanità. Insieme all’Imam qui presente e alla comunità islamica pochi giorni fa siamo scesi in piazza insieme per un’altra strage, quella dei bambini del Pakistan uccisi da una diabolica violenza. Pronunciamo ancora queste parole: quello che è successo, a Parigi come in Pakistan, non ha nulla a che fare con il Dio della Misericordia, il Dio dei credenti e non credenti, dei musulmani e dei cristiani. Rispondiamo oggi, istituzioni e cittadini insieme, affermando che c'è una cosa preziosa che dobbiamo difendere: è la democrazia che vuol dire libertà di stampa, capacità di confronto, ricerca di coesione. Le scuole sono tra i luoghi principali in cui costruire tutto questo. Così possiamo lottare per la pace, a partire da qui, insieme".

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

09 Gennaio 2015

Commenti all'articolo

  • Fabio

    2015/01/09 - 07:07

    Semplicemente e spudoratamente patetico!...

    Rispondi

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