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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CREMONA

Festa del Tricolore, bandiere a palazzo comunale

Ecco la storia della nostra bandiera, nata il 7 gennaio 1797, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni

Festa del Tricolore, bandiere a palazzo comunale

Tricolori a palazzo comunale a Cremona

CREMONA - Il 7 gennaio è la Festa del Tricolore. Il Comune di Cremona per celebrare la ricorrenza ha collocato alcune bandiere tricolori alle finestre di Palazzo Comunale e spostato nella sala d'ingresso del Palazzo a SapazioComune la bandiera storica donata al Comune nel 2002 (solitamente esposta in Sala della Consulta) per ricordare ai cittadini questa importante giornata.

 

La Bandiera esposta era di Luigi Fay, capo partigiano, che negli anni dal 1943 al 1945 coordinava l'espatrio in Svizzera dei perseguitati politici ed ebrei. Dall'aprile 1945 lo storico vessillo tricolore è stato presente nelle sfilate del Comitato Nazionale di Liberazione a Milano ed in altre città. Nel 1962 è stato donato al direttore di Evoluzione Europea e, per 50 anni, in occasione di ricorrenze storiche e mazziniane, ha sventolato in diverse città. Il 25 aprile 2012, dopo aver sfilato, per la prima volta a Cremona, è stato donato alla nostra città.

 

Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti". Ma perché proprio questi tre colori? Nell'Italia del 1796, attraversata dalle vittoriose armate napoleoniche, le numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti adottarono quasi tutte, con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni, chiaramente ispirate al modello francese del 1790.

 

E anche i reparti militari "italiani", costituiti all'epoca per affiancare l'esercito di Bonaparte, ebbero stendardi che riproponevano la medesima foggia. In particolare, i vessilli reggimentali della Legione Lombarda presentavano, appunto, i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione: il bianco e il rosso, infatti, comparivano nell'antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, poi, furono adottati anche negli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell'Emilia e della Romagna, e fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana a confermarli nella propria bandiera. Al centro della fascia bianca, lo stemma della Repubblica, un turcasso contenente quattro frecce, circondato da un serto di alloro e ornato da un trofeo di armi.

 

Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d'indipendenza. Ma la mancanza di una apposita legge al riguardo - emanata soltanto per gli stendardi militari - portò alla realizzazione di vessilli di foggia diversa dall'originaria, spesso addirittura arbitrarie. Soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera nazionale e della bandiera di Stato. Quest'ultima (da usarsi nelle residenze dei sovrani, nelle sedi parlamentari, negli uffici e nelle rappresentanze diplomatiche) avrebbe aggiunto allo stemma la corona reale.

 

Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall'Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della nostra Carta Costituzionale.

 

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07 Gennaio 2015

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