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Domenica 04 Dicembre 2016

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CREMONA

Stop alla banda di ladri albanesi

Alla gang attributi colpi a Cremona e in altre 5 province

Stop alla banda di ladri albanesi

Un controllo dei carabinieri

CREMONA - I carabinieri di Lecco hanno lavorato sottotraccia per settimane. Raccolto riscontri. Incrociato elementi provenienti da più province, tutti relativi a furti. Nel mirino sono finiti negozi, case, automobili. Poi i militari hanno messo ogni tassello al posto giusto e predisposto il blitz, scattato nelle prime ore di martedì 9 dicembre.

Sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Lecco sono state eseguite nei confronti di altrettanti immigrati albanesi ritenuti autori di una lunga serie di furti, incluse spaccate e i raid nei quali sono state utilizzate auto a mo’ di ariete, tutti colpi messi a segno nel corso degli ultimi mesi a Cremona, nel Cremonese e in almeno altre cinque province della Lombardia: Lecco, Milano, Monza e Brianza, Bergamo e Lodi. Ingenti i danni provocati dalla banda, sia per quel che riguarda la refurtiva sia per le strutture assaltate, in alcuni casi distrutte. Gli arrestati sono Spartak Alia, 21 anni, di Treviglio (Bergamo); Marjano Gjergji, 20, di Spirano (Bergamo); Gjovalin Gjoka, 36, di Pozzuolo Martesana (Milano); Florjan Macaj, 21, di Merate (Lecco); Besmir Prendi, 25, di Vaprio d’Adda (Milano); e Arben Vorfi, 28 anni, di Spirano (Bergamo).

 

I militari lecchesi, in particolare gli uomini della compagnia di Merate, sono stati molto pazienti ed hanno avuto il merito di mettere in relazione vicende che all’apparenza non avevano nulla in comune. Tutto è iniziato lo scorso luglio, dopo un furto avvenuto in un bar di Paderno d’Adda (Lecco). Da lì si è via via ricostruito tutto. Nel complesso le persone indagate sono dodici, alcune delle quali ancora ricercate, anche all’estero. Sulla base di quanto appurato dalle indagini, la banda era organizzata in maniera meticolosa, con una suddivisione dei ruoli che prevedeva anche l’istituzione di staffette e malviventi che stavano all’inizio e alla fine delle vie per impedire il disturbo da parte di eventuali testimoni. In vari casi, quando era possibile, i ladri si rifugiavano nei campi e nei boschi vicini, rimanendo nascosti fino all’arrivo di complici che avevano il compito di prelevarli.

 

Le indagini non sono finite. Oltre a braccare i membri della banda riusciti a dileguarsi, i militari sono al lavoro per capire il numero preciso di furti riconducibili alla gang albanese.

10 Dicembre 2014

Commenti all'articolo

  • They

    2014/12/11 - 07:07

    Un plauso ai carabinieri, adesso speriamo che i giudici facciano una cosa giusta: prenderli a calci in c...o fino in Albania e se tornano in Italia giù botte.

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