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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Il Cigno di Busseto fra musica e privato

In Archivio di Stato esposta la collezione Bonzanini

Il Cigno di Busseto fra musica e privato

CREMONA — Un Verdi diverso e, per certi versi, inedito quello che emerge dalla mostra allestita all’Archivio di Stato di Cremona con parte del materiale tratto dalla sterminata collezione di Fausto Bonzanini, compaesano del maestro. La mostra fa parte del progetto Cremona ricorda Verdi che vede la collaborazione dell’Archivio di Stato, dell’ANISA, del Circolo Culturale Il Triangolo e del Lyceum Club.

 


La lunga carrellata di documenti segue, in sequenza cronologica, tutta la vita del maestro presentando con materiale, messo in mostra per la prima volta, tutti i punti nodali della sua vita di uomo e di artista. Ci sono documenti «sulla nascita, avvenuta nella semplice casa di Roncole con annessa osteria gestita dai suoi genitori; i primi precoci passi nel mondo della musica e l’apprendistato sull’organo, ancora oggi in funzione, nella vicina chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo — spiega Angela Bellardi, direttrice dell’Archivio di Stato m—. Abbiamo esposto documenti inerenti il matrimonio con Margherita Barezzi, figlia del bussetano Antonio Barezzi che sostenne personalmente i suoi studi a Milano, oltre a carte che documentano il debutto del Nabucco, a cui è dedicato uno spazio particolare anche in ragione del fatto che quest’anno proprio questa opera è stata inserita nella stagione lirica del teatro Ponchielli» La mostra espone anche libretti e in alcuni casi spartiti delle ventisette opere realizzate da Verdi, non mancano foto e stampe legate alla villa di Sant’Agata che «il maestro Muti, non a caso, ha definito la sua ventottesima opera, il luogo della maturità e della vecchiaia, amorevolmente condiviso con la seconda moglie, la Peppina (Strepponi), un luogo che ancora oggi conserva indelebili tracce del Verdi pubblico e privato, di quel Verdi che per i musicisti meno fortunati di lui pensò e finanziò, tra altre sue opere filantropiche, la Casa di riposo per musicisti di Milano», scrive il curatore della mostra. Nel percorso della mostra è, infine, stato inserito un piccolo spazio tutto al cremonese che collega, ma solo per legami familiari tutti al femminile, Verdi con Ponchielli visto che Teresa, la zia di Teresina Brambilla, la moglie di Amilcare Ponchielli, fu interprete di Gilda nella ‘prima’ di Rigoletto l’11 marzo 1851 alla Fenice di Venezia, mentre la nipote Teresina fu un’ottima Aida al Carlo Felice di Genova per il carnevale 1875/’76 sotto la direzione dello stesso Verdi che fu entusiasta di lei. Insomma in nome di Cremona città della Musica e del bel canto, l’Archivio di Stato di Cremona ha pensato bene di rendere omaggio a Verdi e ai suoi legami con la città di Monteverdi.

04 Dicembre 2014

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