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La Lombardia vara la legge anti-nutrie

Regole precise di intervento: gli strumenti vanno dall’utilizzo delle armi comuni da sparo a quelle da lancio individuale, alla gassificazione e sterilizzazione controllate fino al trappolaggio

La Lombardia vara la legge anti-nutrie

MILANO - Dopo la norma nazionale, anche la Lombardia ha una legge anti-nutrie. Con 49 sì e 8 astenuti il Consiglio regionale ha infatti varato martedì 25 novembre il progetto di legge che si pone come obiettivo l’eradicazione del roditore dal territorio lombardo. A favore hanno votato tutti i gruppi, mentre le astensioni vengono dai consiglieri 5 Stelle.

 

Carlo Malvezzi, Nuovo Centrodestra, primo firmatario e propugnatore del testo, spiega che «grazie alla nuova legge per la restante parte del 2014 le Province potranno attuare le misure previste nei piani di contenimento. Lo stanziamento, per questo periodo, è di 150mila euro». A partire dal 2015, invece, la giunta regionale avrà il compito di «elaborare un ‘Programma Regionale triennale’ che coordinerà gli interventi volti alla totale eradicazione dell’animale».

 

Ampio il ventaglio degli strumenti per arrivare all’eradicazione della nutria: «Si va — ha precisato Malvezzi — dall’utilizzo delle armi comuni da sparo a quelle da lancio individuale, alla gassificazione e sterilizzazione controllate, al trappolaggio. Si tratterà di azioni svolte all’interno di precise regole stabilite nei piani provinciali ma, contrariamente al passato, con possibilità di essere attuate in qualsiasi periodo dell’anno e su tutto il territorio, anche quello vietato alla caccia». Gli autorizzati all’abbattimento, ha precisato sempre Malvezzi, «saranno la polizia municipale e provinciale, gli agenti venatori volontari, le guardie giurate, gli operatori della vigilanza idraulica, i cacciatori e i proprietari o conduttori dei fondi agricoli in possesso di porto d’armi e con copertura assicurativa. Tutti assoggettati al coordinamento previsto dai piani e ad una adeguata formazione di base».

 

Il Consiglio ha anche approvato due ordini del giorno. Il primo chiede «lo stanziamento di adeguate risorse per consentire la ricerca per studiare metodologie di eradicazioni più moderne ed efficaci», mentre il secondo invita la giunta a interloquire con il governo per riportare i danni provocati dalla nutria nel novero di quelli rimborsabili con risorse pubbliche». Favorevole anche il Pd che, contestualmente, ha presentato due ordini del giorno, votati all’unanimità, in cui si chiede di ripristinare il Fondo per i danni all’agricoltura e di finanziare il capitolo relativo alla ricerca. Per Federico Lena, consigliere regionale della Lega, «abbiamo dimostrato di non attendere la solita ‘melina’ romana, ma deciso di intervenire in un ambito, quello della lotta alla nutria, che esige strumenti rapidi ed efficaci».

26 Novembre 2014

Commenti all'articolo

  • They

    2014/11/26 - 19:07

    Speriamo che tutti i soldi spesi siano effettivamente utilizzati per questo scopo e non vengano dilapidati come sempre

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