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Domenica 11 Dicembre 2016

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CREMONA

Tentato omicidio in piazza della Pace, il 37enne resta in carcere

Il gip: 'Episodio grave e incapacità di frenare i propri istinti, nessun elemento che abbia agito per legittima difesa'

Tentato omicidio in piazza della Pace, il 37enne resta in carcere

Piazza della Pace

CREMONA - Resta in carcere Andrea Mulattieri, 37 anni, con precedenti penali, volto noto alle forze dell’ordine, arrestato con l’accusa di tentato omicidio ai danni di Emanuele M. ,29 anni, colpito con una accetta artigianale e ferito al capo, alla nuca e più volte alle gambe e alle braccia, martedì scorso durante un litigio in piazza della Pace scoppiato per motivi di gelosia. "Non emergono elementi da cui desumere che Mulattieri abbia agito per legittima difesa....La gravità dell’episodio e l’incapacità mostrata dal Mulattieri di frenare i propri impulsi lesivi fanno ritenere che vi sia probabilità che egli possa commettere altri reati della stessa specie. Il fatto che sia già stato condannato per reati contro la persona o esercitati con violenza alla persona fa ritenere che questi non abbia freni inibitori e capacità di autocontrollo. In relazione alla violenza complessiva dell’episodio e alla propensione a commettere reati gravi contro la persona dimostrata dall’arrestato, unica misura idonea ed adeguata è quella della custodia in carcere richiesta dal pm".

Lo scrive il gip, Letizia Platè, nelle cinque pagine di ordinanza, in cui si ricostruisce la notte di follia. Fondamentale è stata la testimonianza di un commerciante della zona ("l’unico finora sentito") che aveva allertato la polizia, raccontando di aver "personalmente visto due individui litigare sull’angolo tra piazza della Pace e via Lombardini" e che uno dei due, quello vestito con un giubbino scuro (Andrea Mulattieri, poi identificato dalla polizia) "prendeva una pietra da terra e la tirava con forza colpendo l’altro che gli si scagliava contro". Secondo il testimone, durante la colluttazione Mulattieri "estraeva da sotto il giubbotto un oggetto simile ad una accetta e tentava di colpire l’altro. Credo che in un paio di occasioni sia riuscito a colpire l’avversario". Ieri, durante l’interrogatorio di garanzia, Mulattieri aveva riferito al gip Platè di aver agito "per legittima difesa", perché "aggredito per primo" dal ventinovenne "che brandiva un coltello e lo aveva ferito in modo superficiale al viso e al tronco". Un avversione che appare smentita, per ora, sia dalle immagini registrate dalle telecamere situate in piazza del Pace e acquisite dai poliziotti, sia dal racconto dell’unico testimone. Nell’ordinanza, il gip Platè osserva che "pur apparendo difficile allo stato attuale stabilire esattamente la dinamica della colluttazione e verificare l’eventuale presenza di ulteriori telecamere di sicurezza, si deve evidenziare come dalla pur breve descrizione fornita dei fatti dall’unico testimone sentito, il Mulattieri abbia aggredito per primo" il ventinovenne, "lanciandogli una pietra, che questi non era armato e, pur essendo l’unico dei due avversari armato fin dall’inizio della colluttazione, non abbia esitato ad utilizzare l’arma. Deve evidenziarsi infatti che allo stato attuale non risulta che alcuno abbia visto" il ventinovenne "armato di un coltello e le immagini attualmente in possesso dell’autorità giudiziaria non evidenziano la presenza di alcun arma".

Su richiesta del pm Laura Patelli, Mulattieri resta dunque in carcere, perché "la molteplicità e l’intensità dei colpi sferrati, il mezzo utilizzato, l’entità delle lesioni cagionate ed il complessivo comportamento aggressivo del Mulattieri fanno ritenere sussistenti gravi indizi in ordine al reato contestato".

Leggi di più su La Provincia di sabato 11 ottobre 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

10 Ottobre 2014

Commenti all'articolo

  • Cittá Giurassica

    2014/10/11 - 07:07

    Esatto, è sempre stato un pessimo elemento fin da giovane.Per cui se non maturi con gli anni sei inutile per una societá civile. Tenetelo in gabbio.

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