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Decibel, respinto il ricorso

Il giudice: tanto rumore, ma danni alla salute non dimostrati

Decibel, respinto il ricorso

Una festa ad Annicco in una foto di repertorio

ANNICCO — «...la perizia di parte dei ricorrenti ha in effetti evidenziato un consistente superamento dei valori stabiliti dalla normativa tecnica di attuazione al piano di zonizzazione acustica (Nta), avendo riscontrato valori di inquinamento acustico da zona industriale», ma nella guerra dei decibel, le tre famiglie che hanno promosso una causa contro Comune e Pro loco non hanno dimostrato di aver subito un danno alla salute. Per questo, il giudice Giulio Borella ha respinto il loro ricorso.

Ma c’è una coda. «Tuttavia — osserva il giudice — tenuto conto della rilevata intollerabilità delle immissioni, si ritiene sussistano comunque quei giusti ed eccezionali motivi che consentono la compensazione totale delle spese di lite». Nelle due pagine di ordinanza, pur giudicando «attendibili i valori riscontrati dal perito», Borella osserva che «ciò non basta per ritenere illegittimo il superamento dei valori della Nta e con esso l’illiceità della condotta dei resistenti».

In particolare, «la stessa Nta consente il superamento, e non potrebbe essere diversamente, in caso di cantieri, eventi o manifestazioni, dietro apposita autorizzazione del sindaco, autorizzazione nella specie sussistente». Sicché «sotto il profilo strettamente amministrativo, ossia sotto l’unico profilo di illiceità dedotto dai ricorrenti, la condotta del Comune e della Pro loco non appare neppure illecita, in quanto legittima».

Il giudice ricorda che piazza Misiani «solo di recente (dal 2009) veniva convertita appunto a piazza per eventi o manifestazioni», mentre «prima era un oratorio, dal quale potevano anche provenire schiamazzi, ma certo non in orario notturno. Certo, le famiglie che erano proprietarie delle abitazioni adiacenti i luoghi di causa prima della realizzazione della piazza Misiani, hanno anche una legittima aspettativa al mantenimento entro certi limiti dello status quo o comunque a che le trasformazioni dei luoghi non modifichino in modo apprezzabile lo stato delle immissioni».

Le famiglie si sono lamentate anche del fatto che da maggio a settembre, piazza Misiani ha ospitato troppe manifestazioni, 28 per la precisione. Addirittura cinque in una sola settimana, a luglio.«Il provvedimento ci ha lasciati perplessi — ha detto l’avvocato Annamaria Fecit, legale delle famiglie — perché le ragioni dei ricorrenti sono non solo valide, ma anche fondate e supportate dalla documentazione prodotta. Preciso, peraltro, che lo stesso giudice nel provvedimento di rigetto ha comunque ritenuto che durante tutte le feste organizzate dalla Pro loco, le immissioni di rumore hanno superato la soglia di tollerabilità e ha ritenuto attendibile la perizia di parte che ha rilevato appunto tale superamento e che ha quindi fondato la proposizione del ricorso. Non dimentichiamo poi che lo stesso giudice in via preventiva (con provvedimento del 23 agosto) aveva ritenuto fondato il ricorso ed aveva perciò dettato le modalità di svolgimento delle manifestazioni del 30 agosto, 6 e 7 settembre».

La guerra dei decibel non finisce qui: contro l’ordinanza, le famiglie proporranno reclamo.

03 Ottobre 2014

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