il network

Sabato 10 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

Decine di cani sgomberati a Gabbioneta

Dopo le proteste dei residenti, erano in due case private

Decine di cani sgomberati a Gabbioneta

Cani in una foto d'archivio

GABBIONETA — Sollievo fra i residenti dopo l’intervento effettuato nella serata di di venerdì 12 settembre con cui sono stati stati presi in consegna e spostati alcuni dei circa 60 cani che vivevano in due abitazioni private del paese. Segnalato più volte dagli abitanti all’Ente per la protezione animali, al Comune e all’Asl, il problema si trascinava per molti anni. Il nuovo sindaco Karin Spinelli, dopo aver visionato il risultato di un’ispezione dell’Asl di Cremona, ha firmato due ordinanze con la quale ordinava che i cani «vengano spostati e messi in sicurezza in adeguati luoghi di detenzione». Gli animali si trovavano infatti in due immobili dello stesso proprietario. Lo ‘sgombero’ è avvenuto in tranquillità, «grazie — ha spiegato il sindaco Spinelli — all’atteggiamento collaborativo del proprietario». Sul posto c’era la polizia municipale, la giunta al completo con Spinelli, il vice Antonio Bonazzoli e l’assessore Alberto Simonelli, un veterinario dell’Asl e una rappresentante della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, l’organizzazione animalista di cui è presidente Maria Vittoria Brambilla. 


I cani vengono spostati un po’ alla volta e l’operazione durerà ancora un paio di giorni. Non è al momento chiaro in che condizioni si trovassero gli animali. L’ordinanza sindacale cita la legge 189/2004 art. 727 che punisce «chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività» e «chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze».


«Un cane abbaia per uno, cinquanta abbaiano per cinquanta», sintetizza il suo disagio uno dei vicini di casa del proprietario degli animali. E un altro sottolinea il cattivo odore che, a suo dire, si levava da una delle abitazioni in questione. La situazione aveva spinto nel luglio del 2010 alcuni cittadini a scrivere una lettera di protesta al nostro giornale: «Da parecchio tempo — scrivevano — viviamo una situazione di disagio insostenibile a causa di una persona che abita fra noi e che ha un numero eccessivo di cani che ci rendono la vita impossibile con continui latrati sia di giorno che di notte». L’allora sindaco Italo Pedrini aveva ammesso: «Esiste effettivamente una situazione che provoca disturbo e che stiamo cercando di risolvere percorrendo tutte le strade possibili». «Strade — spiega oggi Pedrini — che evidentemente non si erano rivelate efficaci. Mi sono anche rivolto all’Asl che ha provato a fare dei sopralluoghi che però risultarono troppo difficoltosi». 

13 Settembre 2014

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000