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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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CREMONA

Infiltrazioni, muffa e crolli
San Vincenzo perde pezzi

Giù calcinacci dopo il temporale, chiesa transennata

Infiltrazioni, muffa e  crolli
San Vincenzo perde pezzi

 

CREMONA - I fulmini. L’usura del tempo. Le infiltrazioni che indeboliscono soprattutto un’ala dell’edificio, quella che dà verso il centro, in via Fondulo, dove a dieci metri d’altezza campeggia una vegetazione annidata tra i mattoni fradici, quasi tutti a vista, dopo che l’umidità ha sgretolato l’intonaco. Ci sono le transenne, da mercoledì 10 settembre su tutto quel lato della chiesa di San Vincenzo in via Palestro dove il nubifragio che si è abbattuto sulla città la notte tra martedì e mercoledì scorsi ha presentato un conto salato. In via Fondulo sono cadute decine di chili di calcinacci. Mercoledì mattina c’è stato il sopralluogo dei vigili del fuoco. Di pari passo, una pattuglia dei vigili urbani ha presidiato l’incrocio con via Faerno per impedire il transito dei pedoni nell’area a rischio. Poi le transenne. Metà del sagrato è ormai da anni isolato da altre barriere metalliche, installate dopo che un fulmine ha fatto cadere una parte del frontone.
I problemi si sommano e per impostare un’azione di recupero servono energie e risorse importanti, perché San Vincenzo è un edificio di assoluto rilievo, dove ogni intervento va pensato e calibrato.
«Per quest’anno non si farà niente. Anche perché — piega monsignor Achille Bonazzi, responsabile dei beni culturali della Diocesi di Cremona — tutti i fondi sono stati stanziati. C’è un inizio di progetto, che diventerà operativo non appena la Sovrintendenza ai Beni culturali di Brescia daà il via liberà. Poi si avvieranno le pratiche per i lavori, che saranno finanziati grazie all’8 per mille». Se tutto va bene, la rinascita di San Vincenzo inizierà nel 2015.

 

11 Settembre 2014

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