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Sabato 03 Dicembre 2016

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CREMONA

'Vogliamo Perri direttore tecnico della Nazionale di canoa'

La Federazione in pressing sull'ex sindaco che dice: ci sto pensando

'Vogliamo Perri direttore tecnico della Nazionale di canoa'

Oreste Perri

CREMONA - Prima come atleta, poi nel ruolo di allenatore, dopo da sindaco e ora nella veste di direttore tecnico della nazionale di canoa e kayak. A 63 anni compiuti da poco, potrebbe cominciare la quarta vita di Oreste Perri, plurimedaglia d’oro mondiale del remo. Al campione prestato alla politica è stato chiesto di guidare gli azzurri nei mondiali dell’agosto 2015, in programma a Milano, tappa di avvicinamento all’appuntamento clou: le Olimpiadi 2016 in Brasile.

Sconfitto al secondo turno da Gianluca Galimberti alle ultime elezioni, Perri, il primo a trascinare (nel 2009) il centrodestra alla guida della città, era entrato in consiglio comunale. Aveva partecipato alla seduta inaugurale della nuova assemblea nel Salone dei Quadri e subito dopo si era dimesso. Le voci su un suo ritorno nel mondo dello sport, con un incarico prestigioso, circolavano da tempo. Ma la possibile svolta è maturata domenica scorsa, a margine dei campionati italiani di canoa, all’Idroscalo di Milano. E’ lo stesso Perri a raccontare come sono andate le cose. «Anche prima, ma in particolare in quell’occasione, ci sono stati contatti interessanti. Dalla Fick, la Federazione italiana di canoa e kayak, è arrivata la richiesta di un incontro per valutare eventuali forme di collaborazione».

L’ipotesi su cui si sta ragionando non è quella del commissario tecnico, ruolo svolto a lungo e con successo dall’ex sindaco, ma, precisa Perri, di «coordinatore, direttore tecnico». E’ un po’ come avviene per le squadre di calcio. «Mentre il ct allena sul campo, il direttore è il responsabile delle attività, stabilisce la pianificazione e fa le scelte dei criteri di selezione».

In passato, Perri ha ricoperto anche questo incarico. Le ‘trattative’ sono ben avviate, anche se ‘Oreste’, come lo chiamano amici e avversari politici, preferisce non sbilanciarsi: «Sto valutando, devo dare la risposta entro settembre. Non c’è ancora niente di definitivo e, come si dice in questi casi, il condizionale è d’obbligo. Vediamo. Dev’esserci un accordo tra le due parti».

A frenare Perri il fatto che «quello attuale è un buon momento della mia vita — mi riferisco anche a mia madre e ai miei affetti — e sto facendo cose che non ho mai fatto prima. Sento di avere intorno molta stima e amicizia». Ma i tempi stringono. «L’anno prossimo si svolgeranno i mondiali di canoa, un passaggio delicato perché valgono doppio: come qualificazione alle Olimpiadi — riuscirci non è scontato per i nostri atleti — e in se stessi». C’è un indizio che depone a favore del sì al ritorno. «A Milano, domenica, ho avvertito una grande vicinanza nei miei confronti. Non solo da parte dei canoisti che ho allenato ma anche degli atleti che non conoscevo». Buon segno. «Significa che i ‘vecchi’ hanno parlato bene di me ai giovani».

10 Settembre 2014

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